Fece sesso con il padre appena conosciuto, la storia di Natasha Rose Chenier

Fece sesso con il padre appena conosciuto, la storia di Natasha Rose Chenier

La sua storia, dopo anni di terapie ed attacchi di panico, diventerà un libro destinato a scuotere gli animi.


Natasha Rose Chenier è una giovane donna di 24 anni, scrittrice e musicista, che ha avuto il coraggio di raccontare la sua storia fatto di abbandono, incesto e anni di terapia. La ragazza è nata quando sua madre aveva soltanto 19 anni ed è stata frutto di un rapporto sessuale non protetto. Sin da subito madre e figlia hanno perso i contatti con l’uomo.

Mio padre biologico ha voluto fare sesso con me fin dal primo momento in cui ha posato gli occhi su di me. Questo ho capito due anni dopo averlo incontrato, come ho secca tirai sul suo gabinetto in un momento di divorante ansia e disgusto di sé. Questo è stato solo dopo la seconda volta che abbiamo fatto sesso orale.

L’ho incontrato per la prima volta quando avevo 19 anni, la stessa età di mia madre era quando lei lo ha incontrato. Avevano avuto rapporti sessuali non protetti diverse volte, prima che lei restasse incinta e lui fuggisse fui. L’ho cercato perché ero arrabbiata con lei. Aveva avuto un rapporto clandestino con un nuovo partner per quasi un decennio, e quando è finita, la mia autostima è stato distrutta e la mia fiducia in frantumi. Volevo trovare un genitore che mi avrebbe amato incondizionatamente, che mi avrebbe protetto. L’ironia di quello che è successo non mi sfugge. All’inizio sembrava il Paradiso quando ho rintracciato mio padre. Lui mi ha abbagliato. Mi faceva mangiare piatti squisiti, viaggiavamo sull’isola (Giamaica), facevamo tutto quello che volevo.  Quando l’ho conosciuto di persona ho notato che abbiamo anche la stessa postura, lo stesso modo di portare noi stessi nel mondo. Sono stato intossicata dalla nostra somiglianza, che non ho mai condiviso con mia madre, o con fratelli o sorelle (io sono un figlio unica). Tutto ad un tratto ho avuto compagnia. E’ stato così semplice. Ho avuto un genitore da sogno ed ero al settimo cielo.

Con il tempo ho scoperto che i confini che esistevano in altre famiglie semplicemente non esistevano nella mia. Così, quando mio padre ha cominciato a parlarmi apertamente dei suoi incontri sessuali passati, mi sembrava  abbastanza normale. Quando mi ha detto che stava tradendo la sua attuale fidanzata, non mi dava fastidio saperlo. Avevo 19 anni, e mia madre mi aveva sempre trattata come un’adulta. Sentivo che stava parlando con me allo stesso modo. Mi sentivo inclusa nella sua vita e ne ero lusingata.

Durante il mio secondo viaggio in Giamaica, ho iniziato a dormire nel letto di mio padre, ma già con mia mamma e mia nonna avevamo dormito insieme, abbracciandoci e coccolandosi. Per me era normale essere affettuosa. Mi sono divertita. Ho anche avuto la minima idea di quello che era normale in un rapporto padre-figlia. Mi sono sentita al sicuro. Quando ho iniziato a sentirmi sessualmente attratta da lui, inorridita, non ne ho parlato con nessuno. Nemmeno con lui. Speravo che la sensazione sarebbe andata via. Ma non fu così. Invece, è cresciuta.

Durante quella visita finale in Giamaica, ho scoperto che la nostra attrazione sessuale era reciproca. Era il mese di agosto 2009, e un giorno, mio ​​padre ha fatto una cosa che mi ha profondamente sconvolto. Fuori faceva un caldo micidiale, e siamo stati rinchiusi in camera sua, dove c’era l’aria condizionata. Stavamo guardando la TV per passare il tempo, quando ha messo su un canale porno. Le prostitute venivano intervistate e lui mi ha detto che di loro si sarebbe più piace scopare.

Sono fuggito dalla stanza in piena rabbia e confusione. Mi sono chiusa in un’altra camera da letto dove faceva un caldo opprimente, fino a quando non mi ha chiesto di venire fuori, scusandosi ripetutamente.Volevo amarlo. Sentivo bisogno di lui nella mia vita altrimenti spezzata. Ma le cose stavano cominciando ad andare male tra di noi. Stavamo attraversando i confini. Stavo facendo del mio meglio per reprimere la mia attrazione sessuale per lui. Ma nonostante il mio senso di morte imminente, era lì. E poi, siamo diventati sessualmente coinvolti.

I sentimenti sessuali che ho avuto per mio padre sembravano frutto di una magia oscura che era stata gettata su di me. Era come quegli incubi in cui gridi e nessuno ti ascolta: tu sei impotente e tu lo sai. 

Abbiamo fatto sesso orale un paio di volte, quasi sempre seguiti da mia discesa in un vortice di auto-odio e disgusto e vomito nel water nel bagno annesso alla sua stanza. Ero su un’isola lontano da casa, e non avevo nessuno a cui rivolgermi, nessun posto dove scappare. Non volevo tornare a casa presto perché sapevo che mia madre avrebbe fatto domande, così ho soggiornato in Giamaica per i restanti giorni della mia visita programmata, il periodo più buio della mia vita. 

Nel frattempo mi ha portato fuori a cena con i suoi amici e la fidanzata. Infine, la mia ultima notte in Giamaica, mi chiudo in camera da letto altri, lontano da lui e il giorno successivo mi ha accompagnato all’aeroporto in silenzio. Speravo che tornando a casa quelle sensazioni sparissero. E invece no.

Ho avuto attacchi di panico ogni giorno e mi sono sentita un criminale della peggiore specie per anni. Anni di terapia l’hanno fatta stare meglio ed ora, questa storia, diventerà un libro destinato a scuotere molte persone.

Simona Vitale





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