Fabulae pictae. Miti e storie nelle maioliche del Rinascimento al museo del Bargello a Firenze

Fabulae pictae. Miti e storie nelle maioliche del Rinascimento al museo del Bargello a Firenze

A Firenze un’esposizione dedicata alle maioliche istoriate del Rinascimento e alla loro diretta dipendenza dalle fonti letterarie, storiche e figurative, fino al 16 settembre.


Il percorso espositivo fiorentino intende valorizzare soprattutto le importanti collezioni del Bargello, che comprendono anche una nutrita collezione di maioliche di provenienza medicea, arricchite nell’occasione dalla presenza di altri esemplari significativi concessi in prestito da prestigiose collezioni italiane e straniere.

La mostra si svilupperà nelle sale espositive del Bargello in un itinerario suddiviso in due sezioni principali: la prima dedicata ad una selezione di temi della mitologia classica e l’altra ad alcuni episodi tratti dalla storia antica.  Attraverso questo percorso, il pubblico potrà percepire l’ampia e multiforme dipendenza della maiolica “istoriata” dai grandi modelli rinascimentali, soprattutto pittorici.

Le ceramiche italiane dimostrarono di essere tra quelle maggiormente dominate dal desiderio costante di recepire ed acquisire modelli figurativi di sicuro richiamo per i propri repertori, mediandoli attraverso medaglie, placchette, disegni, bronzetti e incisioni.

 

 

Questi modelli rappresentarono dunque per tutto il Cinquecento veicoli iconografici e supporti culturali ai quali far riferimento poiché, grazie alla loro rapida circolazione, costituivano primari documenti itineranti di una cultura prodotta, maturata ed evocata da una committenza sempre più vasta e colta. A rendere evidente e suggestivo questo stretto rapporto figurativo, in mostra saranno accostati alle maioliche anche vari esempi di arti applicate, specie di quelle che contribuirono a divulgare a più ampio raggio i temi aulici della cultura del tempo e divennero fonti di ispirazione per i maestri “maiolicari”.

La selezione di maioliche “istoriate” comprende importanti esemplari di Cafaggiolo e Deruta, ma risulta incentrata soprattutto su quelle di due dei più prestigiosi poli produttivi ceramici del Rinascimento quali Faenza e il ducato di Urbino, dove anche la famiglia Medici aveva provveduto a rifornirsi per manufatti di uso suntuario da esibire nelle proprie illustri dimore.





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