Ebola, un’opportunità di business

Ebola, un’opportunità di business

Chi guadagna o guadagnerà dall’epidemia di Ebola che sta creando il panico nel mondo


Una società di venture capital sta pensando di vendere il dominio ebola.com a un’industria farmaceutica e di guadagnarci tanto. Cancer.com e obesity.com sono di Johnson & Johnson, Diabetes.com appartiene a GlaxoSmithKline e Arthritis.com da Pfizer. Le cosiddette Big Pharma si sono già accaparrate tutti i domini più interessanti per quanto riguarda malattie e simili, come mai ebola è rimasta fuori dalla corsa ai domini? Perché Ebola non interessa alle grandi aziende del settore?

Ebola è documentata nell’uomo dal 1976 e ci sono state diverse epidemie, quasi tutte in Africa occidentale, quasi tutte molto piccole e circoscritte. Ecco perché ebola.com non è mai stato comprato da una grande industria farmaceutica; non c’è business. Una ricerca come quella per Ebola costerebbe miliardi di dollari e le persone che avrebbero bisogno del vaccino o della cura probabilmente non potrebbero permetterseli, Ebola è una malattia povera, come tante piccole malattie endemiche in alcune parti del terzo mondo. Su 24 epidemie precedenti a questa 5 non hanno fatto vittime, 3 hanno fatto 1 vittima e dal 1976 al 2013 ci sono state 1675 morti accertate per il virus.

Nell’ultima epidemia nell’Africa occidentale ci sono state quasi 5000 morti accertate.

Sui sette miliardi di abitanti della terra sono, anche se sembra cinico dirlo, pochi, paiono pochi anche confrontati agli 800 milioni di abitanti del continente africano ma l’arrivo della malattia nei paesi sviluppati ha scatenato una psicosi, alimentata dai media, e dall’ipocondria tipica dei ricchi europei e americani. Si è creata un’opportunità di business e le grandi industrie si stanno iniziando a interessare. Le azioni di GlaxoSmithKline, Tekmira Pharmaceuticals, BioCryst Pharmaceuticals e Sarepta Therapeutics sono schizzate alle stelle appena in CDC statunitense ha confermato il primo caso di Ebola sul territorio americano. Queste erano le uniche compagnie che avevano provato a investire nella malattia, pur senza troppa convinzione.

Come per la Sars e l’influenza A i 4-5 colossi stanno fiutando l’aria e si stanno attrezzando per spartirsi il mercato dei vaccini, un mercato enorme. Per la Sars i morti a livello mondiale sono stati 800 ma la psicosi ha fatto si che tutte le nazioni comprassero vaccini nel caso di un peggioramento della pandemia riempiendo le tasche delle società che ne producevano. Un business creato dal nulla grazie a un allarme dell’OMS e dei media.

L’organizzazione mondiale della sanità è scesa in campo permettendo un’accelerazione sulla ricerca per i prodotti più promettenti togliendo il tetto di 15 anni sulla sperimentazione, memore soprattutto dei danni economici che la Sars, con i suoi 800 morti aveva creato. Per la pandemi influenzale si parla di numeri che variavano tra i 40 e gli 80 miliardi.

La psicosi pandemia per Ebola potrebbe, quindi, essere una buona notizia per gli abitanti delle zone colpite, le grandi aziende si stanno muovendo e secondo l’opinione degli scienziati il virus può essere debellato in tempi brevi e il conto probabilmente lo pagheranno i paesi del primo mondo a forza di scorte che scadranno nei depositi strategici.

U.D.B.





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