Dexter 8×01: parla Michael C. Hall

Dexter 8×01: parla Michael C. Hall

Negli States gli ascolti per A Beautiful Day sono stati buoni. Ecco cosa pensa il protagonista.


Rieccoci ancora una volta a parlare di Dexter per svariati motivi in effetti. A noi Dexter piace particolarmente e un po’ come per Grey’s Anatomy, ammettiamo di essere affezionati ai protagonisti e alle loro vicende. Con Dexter è stato amore a prima vista, soprattutto perché quel suo lato cattivo e sadico, ma ovviamente a fin di bene, ci ha conquistato.

Quel suo essere cattivo, ma per tutelare i buoni ci ha da sempre affascinato. Dexter è una sorta si Robin  Hood moderno, un uomo che ferisce i cattivi per far felici u buoni. Inutile dire che a modo suo, seppur serial killer di professione, Dexter è un buono tra i buoni, se non il più buono. I dettagli delle uccisioni non staremo qui a decantarli, ma il suo codice è infallibile.

Giunto alla sua ottava stagione, Dexter si dimostra ancora una volta un telefilm vincente, una serie tv capace di tenere incollati i telespettatori alla televisione , una serie tv che giunta alla sua ultima stagione lascerà un importante vuoto, una serie tv che arrivata al suo ottavo e ultimo anno di vita, deve essere capace di presentare un finale incredibilmente sorprendente e degno delle altissime aspettative. Sì, avete letto bene, altissime aspettative. Sarebbe inevitabile non averle, la Showtime ci ha viziato sotto questo punto di vista.

 

 

Il protagonista di Dexter è Michael C. Hall, che in una recente intervista ad  Entertainment Weekly, ha spiegato di quella volta che ha perso la testa per un eroe tormentato come Dexter, nonostante avesse giurato a se stesso che nona avrebbe più recitato in una serie tv:

“Ho finito Six Feet Under nella primavera del 2005. Ho ricevuto una telefonata su un nuovo pilot. Ero riluttante all’idea di fare un’altra serie tv. Quando ho sentito che aveva come protagonista un serial killer con dei dilemmi morali… Non ho alzato gli occhi al cielo, ma mi sono chiesto: ‘Voglio ancora essere circondato da cadaveri per un numero imprecisato di anni?’ Poi mi sono chiesto quanto si sarebbe potuta portare avanti una storia del genere. Ma quando ho letto il libro [da cui la serie è tratta, ndr] ed il pilot ho realizzato che era un personaggio unico e sapevo che mi sarei preso a calci se non avessi accettato”.

 

 

Durante gli anni delle riprese, Michael C. Hall è stato affetto da una malattia, il linfoma di Hodgkin, da cui è guarito e con cui è riuscito a convivere senza dover rinunciare al suo lavoro. Demoralizzante recitare in un simile telefilm che pullula di morte?

“Non proprio. E’ una serie ricca di scene di morte, ma ha fatto parte della mia vita quindi ho trovato recitare durante la malattia più vitalizzante di altre cose. Sono grato di avercela fatta e di essere tornato al lavoro. Se avessi interpretato un oncologo o un malato di cancro sarebbe stato più rilevante”.

(b.p.)





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