Concerto 1 Maggio 2013: Fabri Fibra fuori dal cast

Concerto 1 Maggio 2013: Fabri Fibra fuori dal cast

“Offende le donne” con queste motivazioni è stata spiegata la scelta di escludere Fibra dal cast.


Il suo nome è stato il primo reso noto. Fabri Fibra avrebbe dovuto partecipare al Concerto del 1 maggio a Roma, il famoso concertone organizzato da CGIL, CISL, UIL. E’ però di qualche ora fa la notizia che il rapper marchigiano non sarebbe ben accetto nella capitale, che la sua presenza non è ben voluta proprio dai sindacati stessi. Gli stessi sindacati,  hanno ricevuto una lettera aperta dall’associazione “Donne in rete contro la violenza”, presieduta dall’avvocato Titti Carrano, le riflessioni sono scaturite in merito alla brutalità dei testi di Fibra, definiti ricchi di messaggi omofobi e sessisti. Di seguito le canzoni contestate:

Su Le Mani

 

 

 

Venerdì 17

 

 

L’organizzatore del concertone, Marco Giordano, ha fatto sapere di aver rispettato la decisione di CGIL, CISL e UIL:

“Non è nei nostri poteri rifiutare le indicazioni che ci arrivano dai sindacati”.

La risposta del rapper non si è fatta attendere e ha scelto l’Huffington Post:

“Forse non dovrei dare mai per scontato che certi meccanismi del rap, e in generale della musica o ancora più in grande, dell’arte siano noti a tutti. Il rap, come il cinema, racconta delle storie, alle volte crude alle volte spensierate. Spesso le rime e il rap servono per accendere i riflettori dove c’è il buio.
Dove c’è il silenzio, le rime arrivano a descrivere mondi spesso mai raccontati. Dover spiegare certe rime come se fossero consce dichiarazioni virgolettate è strano e le deforma, ma le canzoni non sono la realtà. Tutt’altro. Il rapper non prende una posizione sulla canzone che scrive: è l’ascoltatore che è costretto a riflettere e a prendere una posizione. Nel 2013 sono stanco di essere descritto ancora come il rapper violento: in passato mi accusavano di non rispettare le donne nelle rime, ma io scrivevo quello che vedevo non quello che pensavo.

Se adesso si sente dire che il femminicidio se lo cercano le donne, credo che si debba essere ancora più chiari e senza fraintendimenti. Basta ascoltare i miei testi più recenti. Non sono mai stato un violento in assoluto. Non essendoci una conoscenza approfondita del rap in Italia, sembra sempre che ciò che canti, lo pensi davvero… Non è così.

Oggi la violenza domestica e in generale la violenza sulle donne, sia verbale che fisica, ha raggiunto in Italia proporzioni inquietanti. Tutti ne dobbiamo immediatamente prendere le distanze e deprecarla come uno dei peggiori crimini che si possano commettere.

Nemmeno Quentin Tarantino, con i suoi film spesso crudi, crede o incita alla violenza; quella non è la realtà. I suoi film non sono documentari. Il rap segue lo stesso principio…”

 

(b.p.)





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