Che Dio ci aiuti: Valeria Fabrizi si racconta

Che Dio ci aiuti: Valeria Fabrizi si racconta

Sono cominciate le repliche eppure riscuoto comunque in grandissimo successo. Valeria Fabrizi prova a spiegare perché.


Inutile, è tutto inutile. La televisione italiana deve inchinarsi alla potenza di alcune fiction Rai che riescono, nonostante il tempo, nonostante le repliche e nonostante la banalità, a vincere sempre e comunque tutte le gare auditel. Che Dio ci aiuti 2 ha presentato puntate inedite e la sfida è riuscita.

I presupposti sono stati tutti molto chiari ed evidenti, ma che anche le repliche andate in onda giovedì sera riuscissero a battere ogni record probabilmente non tutti se l’aspettavano. Che Dio ci aiuti piace e piace a tutta la famiglia. Che Dio ci aiuti riesce a far colpo su mamme e figli, su mogli e mariti, perché probabilmente il lieto fine sempre presente riesce a infondere tranquillità. Che Dio ci aiuti piace e piacerà ancora a lungo.

Suor Costanza-Valeria Fabrizi è uno dei personaggi più divertenti e ingegnosi delle due serie e intervistata da TvBlog ha raccontato come si trova a recitare in una fiction così amata dal pubblico:

“E questo è un prodotto carino, che entra nelle famiglie e nel cuore delle persone. Io ho un successo per strada… a parte che mi chiamano Suor Costanza! (ride e imita) “Buongiorno Suor Costanza, come va?” Mi fanno tanti complimenti che mi rendo conto che Suor Costanza funziona anche se c’è a spruzzatine… e io spero tanto che le autrici mettano qualcosina di più di lei nella prossima serie! E’ andato bene perché è il prodotto che doveva esserci in questo momento, la gente è stanca, c’era bisogno di una fiction così”.

Nella prossima stagione come vorrebbe che fosse Suor Costanza?

“La prima volta non hanno creduto (e nemmeno io ci credevo e poi mi sono stupita leggendo le sceneggiature!) che sarebbe venuto un personaggio così bello… ecco mi piacerebbe avere un po’ più di presenza, fare interventi meno estemporanei che poi mi devo aggrappare agli specchi per dare bene l’intenzione. Avevo anche proposto i mio cagnolino, Mirtillo, è tenero, piccolo e nero… sarebbe stato perfetto per Suor Costanza! (sorride) Però dal successo che ha avuto questo personaggio (e tutta la serie) mi sono resa conto che non sempre è importante la presenza… è quello che dai, quello che ricevi. Come in “Notte prima degli esami”, avevo un ruolo piccolo, la nonna, fortuna che mi somigliava anche quello… ma mi ha permesso di farmi riconoscere dai ragazzi! Io son stata vent’anni fuori, c’era una generazione che non sapeva chi ero, adesso mi abbracciano, mi vedono, mi conoscono. E soprattutto (ride) mi chiamano col mio nome, hanno imparato! Basta con Franca Valeri, io sono Valeria Fabrizi!”

 

(b.p.)

 





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