Celentano e la bufera del giorno dopo

Celentano e la bufera del giorno dopo

Meno male che Celentano c’è. Senza di lui e senza il suo show nello show durante la prima serata di…


Meno male che Celentano c’è. Senza di lui e senza il suo show nello show durante la prima serata di Sanremo, questa mattina ci saremmo ritrovati tutti a parlare dei guai tecnici del festival, della cervicale della Mrazova, dell’interminabile – e lentissima – apertura di Luca e Paolo, dell’insostenibile look di alcune cantanti e forse, ci saremmo dilungati a prevedere chi tra i 14 big potrebbe portare a casa la vittoria.

Ma poi è arrivato lui, il Molleggiato con la sua ora di parole e canzoni, con la sua accusa ai giornali cattolici “Avvenire” e “Famiglia Cristiana”, “che fanno politica e non parlano di Dio”; con l’attacco alla Consulta, che bocciando i referendum sulla legge elettorale avrebbe tolto la sovranità a popolo; e ciliegina sulla torta l’insulto ad Aldo Grasso, definito né più né meno “un deficiente”. E le repliche aggiungono pepe alla giornata dei commenti. Sul Corsera Grasso assicura, nelle ultime righe del suo pezzo, di aver scritto prima che giungesse la stoccata “Ma non ho altro da aggiungere”.

Lui che disse che Celentano andava a Sanremo solo per promuovere il suo album scrive oggi: “Joan Lui è convinto di predicare meglio dei preti. Ma nel ruolo di profeta salva-Italia ne vogliamo solo uno, due sono troppi: o Monti o Celentano“. E poi, preoccupandosi che ci sia gente disposta a prendere sul serio Celentano, abbatte la sua scure sul festival “uno dei più brutti della storia”.

 





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