Celentano da Santoro. “Sanremo? Rifarei tutto”

Celentano da Santoro. “Sanremo? Rifarei tutto”

Ieri, terza puntata delle celentaneide, questa volta sul palcoscenico di Servizio Pubblico, il programma di Michele Santoro. Nel giorno in…


Ieri, terza puntata delle celentaneide, questa volta sul palcoscenico di Servizio Pubblico, il programma di Michele Santoro. Nel giorno in cui di direttore della Rai, Lorenza Lei, ha chiesto l’intervento del comitato etico per valutare se gli interventi di Celentano a Sanremo abbiano violato o meno il codice etico della Rai, il Molleggiato si fa intervistare da Sandro Ruotolo (niente monologo dunque) a sostanziale conferma quegli strali lanciati  dall’Ariston tra tanto, troppo, clamore.

Al Vaticano non sanno com’è il paradiso“, ribadisce e confermando che non avrebbe cambiato di una  virgola quanto detto a Sanremo “non ho fatto altro che mettere in luce ciò che è inutile per la Chiesa“. E cita ancora Avvenire e Famiglia Cristiana, parla della Rai “sotto il dominio” dei partiti e del suo compenso che devolverà in beneficenza, soldi suoi, non del contribuente. “Ho provato a dirgli datemi di meno, mi hanno detto no, non è possibile, tu hai una quotazione di mercato se noi ti diamo di meno poi ci arrestano“.

E infine, la profezia: “Qualcosa mi dice che il cambiamento è nell’aria e che il vento di questo cambiamento sta diventando una tempesta. Alle prossime elezioni potrebbero esserci delle sorprese”. Amen.

Intanto in contemporanea, il direttore di Avvenire, Marco Tarquini spiegava le sue ragioni a Le Iene, un messaggio di pace: “La prossima volta che ci occuperemo di quelli che non hanno voce, unisca la sua voce alla nostra. Io non ho niente da perdonargli, ho soltanto da dirgli – riconosci che possiamo fare delle cose assieme, perché farle contro? – “.





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