I cani possono fiutare il cancro alla prostata con il 98% di sicurezza

I cani possono fiutare il cancro alla prostata con il 98% di sicurezza

Uno studio italiano, pubblicato sul Journal of Urology, rivela come i cani possano diagnosticare il cancro alla prostata negli esseri umani.


Secondo una nuova ricerca i cani possono fiutare il cancro alla prostata con il 98% di sicurezza. I test hanno dimostrato che i cani hanno correttamente rilevato il cancro nel 98 per cento dei casi dopo aver fiutato l’urina degli uomini. Gli esperti hanno salutato con gioia i risultati e hanno chiesto maggiore sostegno per la ricerca.
La dottoressa Claire Guest, co-fondatrice della Buckinghamshire Medical Detection Dogs Charity, ha dichiarato: “Questi risultati sono spettacolari. Ci offrono un’ulteriore prova che i cani hanno la capacità di rilevare il cancro umano.”

I cani possono individuare il cancro alla prostata

“E’ particolarmente emozionante sapere che c’è un modo efficace che ha un alto tasso di successo nella diagnosi del tumore alla prostata, per cui i test esistenti sono tristemente inadeguati”, ha aggiunto. Il cancro alla prostata è il tumore più comune negli uomini nel Regno Unito, con più di 40.000 nuovi casi diagnosticati ogni anno. Lo studio italiano ha coinvolto due pastori tedeschi che hanno fiutato le urine di 900 uomini – 360 con cancro alla prostata e 540 senza.

Gli scienziati del Dipartimento di Urologia presso l’Humanitas Clinica e Centro di Ricerca di Milano hanno trovato che un un cane ha diagnosticato correttamente il cancro alla prostaa nel 98,7 per cento dei casi, mentre l’altro nel 97,6 per cento dei casi. Hanno poi rivelato che i cani erano in grado di rilevare specifici composti organici volatili di cancro alla prostata nelle urine, ma ha detto che un interrogativo importante rimane il come un cane l’avrebbe trovata nella pratica quotidiana.

Non esiste un singolo test per il cancro alla prostata, ma i più comunemente utilizzati sono le analisi del sangue, un esame fisico o una biopsia. La ricerca italiana è stata pubblicata nel Journal of Urology ed ora si spera che nuovi finanziamenti possano giungere a sostegno di questa incredibile forma di diagnosi.

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Simona Vitale





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