Bevono la cioccolata della nonna, finiscono in ospedale: ecco perché

Bevono la cioccolata della nonna, finiscono in ospedale: ecco perché

La cioccolata calda fatta dall’amorevole nonna fa finire tutti all’ospedale. Ecco perché


Qualche volta non essere troppo ligi nel rispetto delle date di scadenza degli alimenti può anche andar bene, se però sono passati oltre 25 anni da quella data “forse” il limite della tollerabilità è stato ampiamente superato. Ma procediamo con ordine.

La cioccolata scaduta nel lontano 1990…

Protagonista della vicenda è una nonnina di Vicenza che ha ricevuto, la settimana scorsa, una visita dal figlio, 3 nipotini e un amico di questi. Volendo preparare loro qualcosa di buono, la nonnina opta per una cioccolata calda da servire con biscottini. Detto fatto. Tutto perfetto se non fosse per il fatto che tutti coloro che hanno bevuto la bevanda calda, adulti compresi, sono finiti all’ospedale lamentando crampi lancinanti, vomito e diarrea.

La sorte peggiore è toccata al piccolo Andrea, il quale si è lamentato nel corso della notte seguita alla visita per fortissimi dolori allo stomaco, vomito e diarrea. Dopo aver dapprima allertato la Guardia Medica, i genitori hanno poi deciso di portare il piccolo in ospedale. Stesso destino è toccato poi anche al resto della comitiva che era andata a far visita alla nonna. La diagnosi è stata la stessa per tutti: intossicazione alimentare con prognosi fra i 5 e i 21 giorni. Si è scoperto poi che la cioccolata che la nonna aveva in casa era scaduta nel 1990, ben 25 anni fa. La donna è stata denunciata d’ufficio dalla procura per lesioni. Per fortuna, però, nulla di grave. In ogni caso, il consiglio è sempre quello di controllare la data di scadenza degli alimenti che si tengono in casa e che si decide di consumare ed offrire a chiunque, soprattutto ai bambini.

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Simona Vitale





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