Berlusconi, ultimo videomessaggio ai “tele-elettori”

Berlusconi, ultimo videomessaggio ai “tele-elettori”

Era il 26 gennaio del 1994 quando Silvio Berlusconi realizzò il suo primo videomessaggio e attraverso una videocassetta che indirizzò…


Era il 26 gennaio del 1994 quando Silvio Berlusconi realizzò il suo primo videomessaggio e attraverso una videocassetta che indirizzò a tutte le reti nazionali raggiunse le case di tutti gli italiani. Quello fu l’inizio del Berlusconi politico, la famosa “discesa in campo” con quel “L’Italia è il Paese che amo”.

Ieri sera, intorno alle 19 Berlusconi ha ripronunciato quelle stesse parole in un nuovo videomessaggio, quello “dell’addio” nonostante le sue parole abbiano anche detto altro “mi impegnerò ancora più di prima per dare all’Italia quella modernità, quelle riforme …-[…] che merita…”.

Ciò che è molto interessante è porre l’attenzione sull’aspetto mediatico della questione (quello politico non interessa in questo contesto, ndr): nel quasi ventennio di “berlusconismo” la politica si è intrecciata, contorta, contaminata con la televisione, e prima di lei con la democrazia. Con Berlusconi e con quel primo videomessaggio la politica si è coniugata al mezzo stesso attraverso cui si esprimeva: il messaggio politico è stato esportato attraverso un audiovisivo autoprodotto, scritto ad hoc per il telespettatore, da quel 1994 in avanti sempre più “tele elettore”. Dal primo video messaggio ce ne sono stati altri, talvolta riparatori, talvolta atti a tenere fede all’immagine del leader forte e vincente.

Quest’ultimo invece – quasi cinematograficamente – sembrerebbe essere la sola ed unica conclusione possibile – nonostante le parole dell’ex premier dicano altro – di questo pezzo di Storia nazionale. (Erika Brenna)

https://www.youtube.com/watch?v=OErZhcdIeUo

 





COMMENTI

Lascia una risposta


Vedi tutto