Baudo sta bene e dalla Gruber… ne ha per tutti

Baudo sta bene e dalla Gruber… ne ha per tutti

Solo qualche giorno fa Pippo Baudo era stato ricoverato in ospedale per un malore, ma ieri sera è tornato in…


Solo qualche giorno fa Pippo Baudo era stato ricoverato in ospedale per un malore, ma ieri sera è tornato in tv, pimpante e agguerrito, quasi da far pensare che la sua miglior medicina sia il tubo catodico. E’ stato ospite di Lilli Gruber nel suo Otto e Mezzo dove ha parlato di politica, televisione, programmi e non ha nascosto la sua amarezza per la decisione della Rai di tenerlo fuori dai giochi

Ci sono rimasto male perché si è chiuso un sipario immotivatamente. Eppure io mi sento in grado di produrre, di fare spettacolo di qualità superiore. Ho molte idee in testa, molti format, molte iniziative che potrebbero unire varietà, intrattenimento e informazione. Noi artisti siamo iper sensibili, abbiamo facilmente nostalgia del pubblico, delle telecamere”.

 

Sul caso Serena Dandini – a cui non è stato rinnovato il contratto per Parla con me e per il cui spazio vacante si sarebbe proposto lo stesso conduttore – ha detto “Non volevo sostituire la Dandini. Siccome ero senza lavoro ho detto: se volete sono pronto con un programma (…) Io non volevo rubare il format della Dandini. Ma poi che format è? Oggi si usa una scrivania, un divano e si dice: è un format. Anche tu, Lilli, stai rubando un format che non è tuo: i diritti della tavola rotonda sono di Re Artù. Non si può fare”.
75 anni e non sentirli, o non volerli sentire (attitudine tipicamente italica par di capire, ndr), Pippo risponde in modo diretto anche alle domande che la Gruber gli pone sulla politica attuale “auspico un governo tecnico che possa assicurare una giusta equità” e del premier dice “è un geniale direttore d’azienda”.

 

Alla domanda di una Gruber entusiasta (e finalmente rilassata, ndr) se andrebbe mai a La7 Baudo risponde “Se mi cacciano dalla Rai vengo subito, ma adesso ho un contratto con la Rai in vigore sino ad agosto del prossimo anno”. (Erika Brenna)





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