Anita Garibaldi, un’occasione perduta

Anita Garibaldi, un’occasione perduta

Lunedì e martedì è andata in onda in prima serata su Raiuno la miniserie Anita Garibaldi, interpretata da Valeria Solarino…


Lunedì e martedì è andata in onda in prima serata su Raiuno la miniserie Anita Garibaldi, interpretata da Valeria Solarino (Anita) e Giorgio Pasotti (Garibaldi). Come consuetudine la fiction di Raiuno ha vinto le serate (lunedì 5.789.000 telespettatori per il 20,33% di share e martedì 5.377.000 telespettatori per il 20,33% di share), ma è il come che non convince. Per niente.
Il soggetto, fortemente voluto da Amedeo Minghi, (sì state leggendo bene) che ne ha anche composto le musiche, è stato curato con lui da Massimo De Rita e Mario Falcone, la regia è di Claudio Bonivento (produzione Goodtime).

Questa Anita (l’unico precedente di racconto dell’eroina risale al 1952, al film in “Camicie rosse” con Anna Magnani) è un’occasione mancata: lo è dal punto di vista della ricostruzione storica, ma questo potrebbe anche non essere un problema se la storia d’amore – feuilleton che si voleva mettere in scena fosse risultata credibile. La scrittura è la grande assente di questa Anita Garibaldi.

I dialoghi tra i protagonisti rasentano a tratti il ridicolo, il doppiaggio mortifica la recitazione di due attori (la più penalizzata risulta la Solarino). Inoltre la scelta dei due attori protagonisti – due talentuosi attori – non è convincente: sono due bellezze così diverse tra loro, non c’è attrazione, non si legge quella “chimica” che l’amore di una vita dovrebbe mettere in scena.

La semplicità, grande valore, in questa fiction purtroppo diventa semplificazione, banalizzazione di ogni dialogo, scena, momento. La musica poi detta ogni singolo tempo narrativo: anticipa le emozioni, rende tutto didascalico e pragmatico.  (Erika Brenna)





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