Amy Winehouse l’ira del padre: documentario pieno di bugie

Amy Winehouse l’ira del padre: documentario pieno di bugie

A non andare giù ai genitori della cantante è “l’accusa” contenuta nel film. Scopri con noi tutti i dettagli della vicenda


A pochi giorni dall’uscita nelle sale britanniche del film documentario dedicato alla vita della cantante Amy Winehouse, è già aria di polemica. La clip è opera del regista Asif Kapadia, inglese di origine indiana che si è già distinto per un altro film-documentario “Senna”, sulla vita del pilota brasiliano, ed uscirà nelle sale del Regno Unito il prossimo 3 luglio.

Infatti, pare che il padre della cantante inglese non approvi il documentario. “Il documentario su Amy Winehouse? Incredibilmente falso“. Sono proprio queste le parole di Mitch Winehouse durante un’intervista sull’emittente Bbc nel programma Newsbeat. Dunque, è guerra tra il padre della cantante soul e il regista del documentario sulla sua breve vita.

A non andare giù ai genitori della cantante è “l’accusa” contenuta nel film. Si tratta di una sorta di corresponsabilità dei familiari nel declino fisico e psicologico della cantante morta prematuramente all’età di soli 27 anni. Ad averla portata alla morte sarebbe stata la sua vita fatta di eccessi e droghe. Mitch Winehouse ha dichiarato altresì “Non c’è solo in gioco la reputazione di Amy, ma anche la mia”. Il genitore ha annunciato che non esclude di portare in tribunale il regista.

Intanto nelle scorse ore sul web è stato diffuso un video, divenuto già virale, che ritrae una Amy Winehouse appena 14enne intenta a dedicare “Happy Birthday” all’amica Lauren Gilbert in occasione del suo compleanno. La clip è un estratto del docu-film che ha scatenato l’ira dei parenti della cantante inglese. (D.D.M.)

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