Adriano Celentano su Canale 5: come la mettiamo con l’odiato Berlusconi?

Adriano Celentano su Canale 5: come la mettiamo con l’odiato Berlusconi?

Dopo 18 anni il Molleggiato torna in concerto e per la prima volta approda su Canale 5: ma non era lui quello che puntava il dito contro Berlusconi e il suo impero?


Sono passati 18 anni dall’ultima apparizione live di Adriano Celentano e adesso sembra arrivato il momento per il cantante di tornare sul palco per un concerto, l’8 e il 9 ottobre, infatti Adriano nazionale si esibirà all’Arena di Verona.

Nel 1994 il tour italiano ed europeo del Molleggiato ha fatto discutere, alzando un polverone perché probabilmente troppo politico e potenzialmente scomodo. Si ricordano soprattutto le polemiche per le date di Firenze, Bologna e Milano. Nessuna indiscrezione è trapelata sullo show in programma per ottobre, nessuno sa cosa aspettarsi da questa due giorni di musica live. Quello che si sa per certo è che, come per la sue ultime fatiche discografiche Dormi amore la situazione non è buona del 2007 e Facciamo finta che sia vero del 2011, Celentano si avvarrà della collaborazione di colleghi e amici: Gianni Morandi per ora è l’unico nome, ma siamo sicuri che non sarà l’unico.

Quello che sorprende però, oltre alla portata dell’evento è che Canale 5 ha acquistato i diritti per la messa in onda del concerto. Dopo la rottura con Rai1 a causa della polemica sanremese, il Molleggiato torna in tv in esclusiva per la prima serata del Biscione. Il Grande Fratello sparisce e le serate del nuovo palinsesto parlano a ritmo di musica, parlano a ritmo di Adriano Celentano.

Ovviamente c’è chi è già pronto a puntare il dito: Adriano Celentano, detrattore ufficiale dell’operato di Silvio Berlusconi in qualità di politico e imprenditore italiano, approda nella sua televisione percependo anche un cachet sicuramente elevato. Il Moleggiato è lo stesso che il 16 marzo del 2011 ha scritto una lettera aperta a Silvio Berlusconi attraverso le pagine del Corriere della Sera, che tra le altre cose recitava:

“… Il nostro presidente del Consiglio non demorde. Ha subito fatto annunciare dai suoi «CicchittiPrestigiacomini» e dai piccoli insidiosi Sacconi, che il progetto sul nucleare in Italia andrà avanti. L’ orientamento popolare contro le centrali nucleari decretato dal referendum fatto 24 anni fa, fu chiarissimo. Ma per Berlusconi non basta: «Chi se ne frega della SOVRANITÀ POPOLARE!». L’ unica sovranità che conta per lui è il Potere di guidare gli uomini in una sola direzione come se fossero degli automi”

Insomma, c’è già chi grida al tradimento. Chi parla di un Molleggiato venduto al sistema e chi non si cura minimamente di tutto questo e non vede l’ora di rivederlo dal vivo, si spera senza troppa verve politica e senza troppi monologhi, ma per un concerto di quelli veri. Un concerto fatto di più musica e meno parole.





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