I 5 lavori peggiori al mondo

I 5 lavori peggiori al mondo

Uno sporco lavoro che qualcuno deve pur fare. In effetti, è il caso di dire che quelli seguenti sono tra alcuni dei peggiori lavori al mondo.


Probabilmente non esistono veri e propri lavoro da sogno. Quel che certo è che però esistono lavori davvero da incubo! Diamo insieme un’occhiata a quelli che, probabilmente, possono essere considerati alcuni dei peggiori lavori possibili da svolgere.

1. Bidello di un cinema porno

Bidello cinema porno

Il bidello, di per sé, è un cattivo lavoro. Ma, il bidello di un cinema porno potrebbe davvero essere il lavoro peggiore della lista. La responsabilità principale del bidello di un cinema porno è quello di prendere la sua scopa e il suo straccio e pulire in lungo e in largo al termine di ogni spettacolo. A differenza di un cinema tradizionale, è lecito ritenere che la sostanza appiccicosa sotto la sedia sia qualcosa di diverso dalla classica Coca-Cola. Almeno si arriva a vedere tutto ciò che è porno in maniera gratuita e probabilmente sarete molto popolari tra i vostri amici di sesso maschile, anche se questo non è probabilmente un lavoro del quale avrete voglia di parlare con vostra madre o con vostra moglie.

2. Guardia reale a Buckingham Palace

Guardia reale

Fare la guardia a Buckingham Palace è considerato come uno dei peggiori posti di lavoro nell’esercito britannico. Oltre al fatto di dover stare in piedi per ore, senza ridere, le guardie devono anche apparire al meglio. I soldati dedicano diverse ore al giorno alla pulizia e le loro uniformi e stivali devono essere tirati a lucido in vista dei tanti controlli del kit che probabilmente incontreranno prima di assumere le loro posizioni al di fuori uno dei palazzi reali.

3. Masturbatore di animali

Masturbatore di animali

I ricercatori che vogliono analizzare lo sperma animale -per studiarne la fertilità o per le inseminazione artificiale – hanno una serie di opzioni interessanti: possono speronare una sonda elettrica fino al retto di un animale, spingere una vagina artificiale sul pene dell’animale, o semplicemente stimolare manualmente alla vecchia maniera. La prima opzione, elettroeiaculazione, utilizza una sonda rettale priapica per inviare impulsi di energia elettrica attraverso le parti inferiori dell’animale. Gli altri due metodi richiedono che gli animali siano addestrati alla procedura. Con il metodo della vagina artificiale, una grande tubo in lattice rivestito con lubrificante caldo viene utilizzato principalmente per ottenere sperma di tori da latte (considerato il più scontroso e pericoloso dei bovini). Facile immaginare che qualcuno dei ricercatori sia finito all’ospedale. Il metodo della stimolazione manuale si rivela invece particolarmente efficace con i maiali.

4. Pulitore di fogne

Pulitore di fogne

Ramesh Sahu lavora nel reparto risanamento di Calcutta e ripulisce le fogne della città. Dotato di una zappa e un tubo d’acciaio, e con indosso solo un paio di mutandoni viola, Rakesh svuota il fango nero da una fogna intasata in un secchio che i suoi membri compagni di squadra issano e discaricano in mezzo a una strada stretta. Una piccola montagna di escrementi in decomposizione si accumulano tra il pozzetto il traballante carrello in legno. Due collaboratori raggiungono giù e tirano su Rakesh con il suo corpo sporco di fango putrido. A 27 anni, con una moglie, tre figliee un reddito mensile di circa 100 dollari è operatore ecologico da circa 10 anni.

5. Ricercatori che studiano la malaria

Ricercatore della malaria

Gli scienziati che combattono la malaria devono studiare le abitudini pungenti della zanzara che la diffonde. In Brasile, questa è la Anopheles darlingi, che si avvicina alla persone solo quando si offrono come esca. In prima serata, quando l’attività delle zanzare è maggiore, un ricercatore  attira le zanzare ponendosi in una tenda in cui c’è un buco in fondo.  Le zanzare volano in basso e rimangono intrappolate all’interno, dove il ricercatore siede stoicamente, sacrificando la sua pelle alla scienza. Il ricercatore Helge Zieler si offre come pietanza per le zanzare due volte a settimana. Nella sua serata migliore, ha catturato 500 Anopheles in 3 ore. Nel frattempo, naturalmente, le zanzare banchettavano sul suo intero corpo, per un totale di circa 3.000 morsi, o una media di 17 al minuto per 180 minuti di fila. “Non è poi così male”, dice, spiegando che la sua risposta personale alle punture di zanzara è un prurito immediato che va via, naturalmente, in pochi minuti. Tranne quando la sua risposta è quello di contrarre la malaria.

Simona Vitale





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