Le emoticon sostituiranno pin e password, ecco come

Le emoticon sostituiranno pin e password, ecco come

Le emoticon sono destinata a sostituire i codici pin e le password normalmente utilizzate per la sicurezza per ragioni ben precise


Birra, hamburger, cacca sorridente cacca, cacca sorridente. Parliamo di emoticon. Questa sequenza potrebbe presto diventare il tuo codice di accesso grazie ad una società britannica che ha appena presentato un nuovo sistema di sicurezza che sostituisce il tradizionale numero di identificazione personale a quattro cifre (PIN) con una sequenza di simboli (emoticon). Intelligent Environments sostiene che la sua “tecnologia di sicurezza basata sulle emoji” sia più facile da ricordare, offra maggiore sicurezza e, soprattutto, sia molto più divertente dei numeri.

La società di ricerca ha rivelato che “un terzo dei 1.300 intervistati ha dimenticato il proprio PIN, prima, e che il 64% dei giovanissimi regolarmente comunica solo tramite emoji”. Mettendo insieme le due cose la soluzione è apparsa la conclusione più logica. 44 emoji da scegliere generano 3.498.308 permutazioni, al contrario di 7290 cifre non ripetibili, rendendo i codici di protezione basati sulle emoji 480 volte più sicuri.

“Dimenticare le password accade perché il cervello non funziona digitalmente o verbalmente. Funziona con le immagini“, dice l’esperto di memoria auto-professato Tony Buzan. “Le immagini sono il modo principale di ricordare tutto quello che vuoi ricordare.”

Le persone che si nascondo dietro la nuova tecnologia raccomandano la costruzione di una storia per aiutarti a ricordare la sequenza. Ad esempio, utilizzare una giornata immaginaria che inizia con il pianto di un bambino, prosegue con una bici per andare a lavoro, continua con una mela a pranzo e si conclude con una birra: bambino, bici, mele, birra. La società è attualmente in trattative con le banche per estendere la tecnologia nel corso dei prossimi 12 mesi e mirando ad una fascia di utenti molto giovani (15-25 anni).

Il professor Alan Woodward, esperto di cybersicurezza, ha elogiato il sistema , dicendo che la tecnologia costringerebbe gli hacker a correre attraverso un maggior numero di cicli per rompere il codice.

S.G.





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