Hacker a pagamento, boom di siti che violano la privacy

Hacker a pagamento, boom di siti che violano la privacy

Proliferano i siti che tra i vari servizi offrono quello di ingaggiare un hacker a pagamento e per i più disparati motivi.


Se essere connessi ad internet con più dispositivi, che siano smartphone, tablet o pc, può rivelarsi davvero una grande comodità per socializzare, per lavoro, per fare acquisti online o semplicemente per passare un po’ di tempo, allo stesso tempo tutto ciò può rivelarsi un grave danno per la privacy di ogni singolo utente. Questo accade perché sebbene sia possibile stabilire delle regole ferree per quanto riguarda le impostazioni degli account che usiamo per i social network, per le e-mail e per tutti i tipi di servizi online ai quali accediamo, il rischio che la nostra privacy venga compromessa rimane davvero elevato.

Gravissimo sarebbe il caso, ad esempio, se degli hacker riuscissero ad accedere alle vostre credenziali per l’online banking, con il rischio dunque che qualche oscuro personaggio possa impossessarsi dei nostri soldi. Tuttavia, l’allarme che è stato lanciato nel corso degli ultimi tempi, riguarda soprattutto una crescita esponenziale di siti tramite i quali è possibile ingaggiare un hacker. Facile immaginare che tali portali preferiscano rimanere anonimi per evitare dei seri guai legali, ma comunque offrono tra i servizi propinati quello di  noleggiare un pirata informatico per diversi motivi.

In genere, il motivo più banale sta nel fatto che delle semplici persone cerchino degli esperti per entrare negli account e nelle mail del partner. Accade così che negli Stati Uniti grande sia la preoccupazione per l’ascesa di Hacker’s List, un portale che è ospitato da un server della Nuova Zelanda, ma che secondo il New York Times apparterrebbe a dei pirati informatici del Colorado. Il fenomeno sembra riscontrare un certo interesse anche in India, dove su Facebook sempre più adepti fanno crescere la pagina Hire Professional Hackers in India. Parliamo di un fenomeno destinato a prendere piede anche in Italia? Staremo a vedere. Nel frattempo, ci affidiamo ai più tradizionali investigatori privati.

Simona Vitale





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