Zinedine Zidane e i ricordi in bianconero

Zinedine Zidane e i ricordi in bianconero

L’ex centrocampista della Juventus racconta l’inizio della sua avventura con la Vecchia Signora


Zinedine Zidane è stato uno dei giocatori più forti che abbiamo militato nel campionato italiano negli ultimi vent’anni, diventando un simbolo del ciclo vincente della Juventus di fine anni Novanta.

In un’intervista al settimanale francese “So Foot“, l’ex fuoriclasse bianconero ha raccontato aneddoti e ricordi degli inizi della sua avventura juventina, a cominciare … dai suoi calzini.

Al suo arrivo in bianconero, infatti, Zizou aveva l’abitudine di indossare calze molto corte, cosa che allo spogliatoio “vecchio stampo” non andava bene: “Nello spogliatoio della Juve c’era un po’ di nonnismo. All’epoca portavo i calzini marca Achile, corti e appariscenti. Ho poi scoperto che in Italia con i calzini non funziona così. Alla fine di un allenamento li ho trovati tagliati a strisce ed incollati sul mio armadietto. Mi hanno poi detto che i calzini, rigorosamente a tinta unita, andavano indossati ad altezza polpaccio. Da allora niente più Achile“.

Zidane ha poi fatto riferimento alla sua abitudine, molto poco convenzionale, di andare a giocare insieme agli immigrati, soprattutto per iniziativa dell’allora compagno di squadra Edgar Davids: “Non è una leggenda la storia che io mettessi un cappellaccio da pescatore per andare a giocare con gli immigrati, anche se l’ho fatto solo un paio di volte. Era Davids a spingermi a farlo, lui ci andava matto e lo faceva molto spesso. Prendeva la macchina e appena vedeva qualcuno giocare in un parcheggio si fermava e si aggregava. Mi diceva sempre che dovevamo giocare per loro e che erano quelle le partite importanti

Nonostante Zizou gli facesse notare che incombevano gli allenamenti e in quanto giocatori di un club di alto livello non potevano rischiare infortuni, Davids aveva vita facile nel convincere il campione francese a dedicarsi anche a queste partitelle.

Tuttavia questi calci al pallone in un parcheggio con ragazzi di strada erano ovviamente l’eccezione per i piedi fatati di Zidane, che ogni sera, verso le 19, si infilava il pigiama, senza concedersi ulteriori strappi alla ferree regole imposte dalla società bianconera. (m.t.)





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