Nibali signore in giallo dello Stretto riporta in alto l’Italia

Nibali signore in giallo dello Stretto riporta in alto l’Italia

Vincenzo Nibali trionfa al Tour de France 16 anni dopo l’ultima vittoria italiana targata Marco Pantani


Dopo 16 anni un italiano torna a trionfare al Tour de France, dominando la corsa dall’inizio alla fine. Era dal 1998, dall’ultimo trionfo del compianto Marco Pantani, che un ciclista italiano non vinceva in terra francese. E il messinese dell’Astana, Vincenzo Nibali, ha portato a casa il risultato, dopo aver condotto quasi tutto il Tour in maglia gialla. Sono 19 i giorni in cui Nibali ha tenuto la maglia gialla, e sono 4 le tappe che il messinese è risciuto a conquistare.

Soprannominato “lo squalo”, per il suo modo di correre sempre offensivo e per le origini messinesi, Nibali si è aggiudicato il Tour, dopo aver vinto Vuelta e Giro d’Italia. Tale vittoria lo fa entrare di diritto nel gotha dei corridori che hanno vinto i tre grandi giri: Merckx, Gimondi, Hinault, Anquetil e Contador. Ora tra di loro c’è anche Vincenzo Nibali, fiero rappresentante di un popolo sempre attaccato alla tradizione ciclistica.

Era dal 1997 che non si vedeva un distacco tra primo e secondo di questa portata, da quando Jan Urlich diede 9’09’’ a Richard Virenque; mentre era dal 1961, da Jacques Anquetil, che un corridore non riusciva a tenere la maglia gialla per così tanto tempo.

Lo squalo ha rispettato la sua fama, e da vorace predatore ha fatto suo il tour fin dall’inizio. Ciò che lo contraddistingue, però, oltre ai record e ai traguardi raggiunti, è da sempre la sua estraneità ai fatti di doping che hanno infangato questo bellissimo sport. A riprova di ciò l’attacco pubblico al collega Danilo Di Luca, positivo all’Epo e un episodio verificatosi durante la Vuelta: punto da un’ape, e con il volto tumefatto, il messinese rifiutò la somministrazione di cortisone, considerato un dopante,  per restituire un minimo di credibilità allo sport per cui ha sacrificato anni di duro lavoro.

Ora lo squalo può godersi la meritata vittoria, frutto di un percorso che ne ha esaltato il talento negli anni, in una continua crescita che lo ha portato fino alla passerella trionfale degli Champs-Élysées. (d.r.)





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