NBA – Lebron James torna a Cleveland, è ufficiale

NBA – Lebron James torna a Cleveland, è ufficiale

Lebron James torna a casa, dopo 4 anni con i Miami Heat e due titoli NBA, King James sceglie i Cleveland Cavaliers per portarli al titolo


Il prescelto, the chosen one, King James, torna a casa. Lebron James ha scelto, tra poche ore sarà nuovamente un giocatore dei Cleveland Cavaliers. Il giocatore nativo di Akron, Ohio, lo stato di Cleveland, lascia i Miami Heat dei big three dopo 4 anni di successi, 4 finali consecutive e 2 titoli NBA. Non c’è ancora la firma -i giocatori possono ufficialmente firmare i nuovi contratti dalla mezzanotte di oggi 10 luglio- ma tanti piccoli particolari (alcune modifiche al sito, i camion per il trasloco fuori casa) lasciano intendere che ci sarà a breve.

Nella giornata di ieri si sono verificati due importanti avvenimenti nell’ambito dell’incredibile ritorno di Lebron ai Cavs. Uno è stato l’incontro di James con Pat Riley alla presenza dell’agente del giocatore, Rich Paul. Il presidente degli Heat ha fatto un ultimo tentativo disperato per convincerlo a rimanere e a sposare il nuovo progetto, che riparte dai nuovi acquisti McRoberts e Granger. L’incontro è finito senza un accordo tra le parti. Nel frattempo i Cavaliers con un abile trade riuscivano a svuotare il cap in modo da offrire il massimo salariale a Lebron James. Jarrett Jack e Sergey Karasev da Cleveland a Brooklyn, Boston prende Marcus Thornton dai Nets, Tyler Zeller e la scelta al primo giro 2016 dei Cavs, mentre per la squadra dell’Ohio in arrivo una futura scelta al secondo giro e i diritti su tre europei draftati da Brooklyn.

Nella serata americana si sono inoltre notati alcuni cambiamenti sul sito ufficiale di Lebron James. Prima di tutto è apparsa una scritta sulla home, Just a kid from Akron, Ohio e nella sezione dedicata al suo merchandising e eventi legati al suo nome è apparsa sullo sfondo la sua casa originale ad Akron. Altro? Un utente di twitter stava navigando sempre sul sito di Lebron, dando uno sguardo alla sorgente del codice HTML, ha notato che sono state create delle nuove pagine, ancora nascoste, con lo schema colori dei Cavaliers, vinaccia, oro, nero. Come se non bastasse, fuori casa di James a Miami sono comparsi dei grossi camion per traslochi. E’ subito arrivato un tentativo di smentita, dicendo che sono destinati al trasloco della sorella, ma nessuno ci ha creduto.

Da Witness a Quitness. 4 anni fa ci fu The Decision. Al termine di diverse, lunghe settimane di attesa, la Free Agency del 2010 si concluse col botto. Lebron James lasciava i Cleveland Cavaliers per unirsi a Dwayne Wade e Chris Bosh a Miami. I tifosi dei Cavs vissero quella scelta come un tradimento imperdonabile; seguirono insulti, sberleffi, maglie bruciate, minacce di morte. Lebron divenne il nemico numero 1 di tutta America. Non solo aveva tradito la sua “famiglia”, ma aveva scelto di andare a giocare con altri due All Star, aveva scelto la via facile, lui che era il nuovo Michael Jordan, lui che era ed è il giocatore più forte del mondo. Il presidente dei Cavs, Dan Gilbert, scrisse una lettera piena di acredine verso il ripudiato James e addirittura lanciò la provocazione dicendo che Cleveland avrebbe vinto un titolo prima di Lebron. E’ andata diversamente, molto. Cleveland in 4 anni ha vinto si, ma solo la lottery del draft (tre volte).

Lebron aveva tutto il diritto di lasciare quell’accozzaglia mal assortita che erano i Cleveland Cavaliers. Giocava praticamente da solo, non c’era un singolo compagno a cui valesse la pena di passare la palla, di cui fidarsi. Sul mercato la dirigenza si muoveva come un cieco, raccattando il peggio, -ad esempio uno Shaq a fine carriera– e non offrendogli mai una vera spalla -Mo Williams è stato il suo miglior compagno. Adesso le cose sono diverse, c’è Kyrie Irving, c’è Andrew Wiggins, appena pescato al draft 2014, ci sarebbe anche Anthony Bennett, prima scelta al draft 2013 ma mai sbocciato. Ci sono le premesse per avere una squadra equilibrata e che possa contendere per la vittoria del titolo.

E Miami? A Miami c’è aria di smobilitazione. Chris Bosh ha già le valigie in mano, destinazione Houston Rockets, dove tornerà a casa -è texano di nascita- e formerà i nuovi big three con Howard e Harden. In più prenderà anche il massimo salariale, ovvero 20 milioni l’anno per 4 anni. Wade rimane quindi da solo, con delle ginocchia malferme e una carriera in bilico. Gli Heat ripartono da lui e dal nulla, o dai 40 milioni circa da investire su un mercato che però ha già fatto le sue scelte.

Che il secondo regno del prescelto abbia inizio.

Luca Fallati





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