NBA e Razzismo, il proprietario dei Clippers Donald Sterling offende le minoranze

NBA e Razzismo, il proprietario dei Clippers Donald Sterling offende le minoranze

Il presidente della squadra NBA Los Angeles Clippers, Donald Sterling è stato registrato mentre diceva alcune frasi razziste nei confronti di tutte le minoranze e adesso si chiede a gran voce la sua sospensione


Si sta vivendo una brutta pagina nella NBA durante questi playoff 2014. Il presidente dei Los Angeles Clippers, l’81enne Donald Sterling, è stato accusato di razzismo dopo che è saltata fuori una registrazione in cui si lascia andare ad alcune frasi razziste nei confronti di tutte le minoranze, mentre discuteva animatamente con la propria fidanzata, dalla carnagione mulatta, a proposito di una foto fatta da lei con Magic Johnson, ex Lakers. Adesso la NBA è in subbuglio e chiede a gran voce al commisioner Adam Silver di fare qualcosa.

Cosa succede ora. Cosa può fare la NBA, che potere ha in questa situazione? E’ una situazione delicata. La NBA è una lega a tutti gli effetti afroamericana, formata circa all’80% da minoranze etniche, ovvero non bianchi (che quindi non sarebbero minoranze, ma tant’è). I suoi migliori atleti sono neri, il volto della NBA è di colore. Ma molte squadre, dall’allenatore al coaching staff fino al presidente, sono gestite da bianchi. Comprendete bene come un presidente razzista sia una cosa inaccettabile e potrebbe discriminare l’assunzione di alcuni giocatori in base al colore della loro pelle. Perciò la NBA deve fare qualcosa ma la decisione è vincolata a diverse fasi, diversi steps.

Sospensione o multa. Prima di tutto la lega dovrà certificare al 100% che la voce udita nelle registrazioni è davvero di Sterling, onde evitare cause da parte della famiglia Sterling. Secondo dovrà decidere cosa fare. Una multa, da 1 a 5 milioni per esempio, potrebbe non essere un provvedimento serio e concreto. Sterling è ricchissimo e la sua squadra vale più di 700 milioni. La sua reazione potrebbe essere un semplice “ok, pago, amen”. Potrebbe inoltre devolvere la cifra in beneficenza, per associazioni contro il razzismo, ma quanto sarebbe giusto come provvedimento?

Decidono i presidenti. La sospensione è più probabile, almeno fino alla fine dei playoff 2014. La NBA e Adam Silver hanno questo potere ma si creerebbe un precedente molto importante per eventuali questioni future. Per adesso non è mai stato sospeso neanche un presidente nella storia NBA e così, i proprietari vorrebbero che rimanesse. La NBA può fare pressioni per far dimettere Sterling e fargli cedere la squadra (che rende troppo per lasciarla andare) ma deve comunque passare attraverso il voto degli altri 29 presidenti di club. Insomma, o Sterling la cede volontariamente, o non succederà nulla. Al massimo una sospensione momentanea.

Barkley, Jordan e Magic non le mandano a dire. Sterling è un noto razzista e aveva avuto problemi in passato già con Baylor, ex giocatore di colore e dirigente Clippers. Adesso tutti i grandi nomi della lega si schierano. Barkley ne vuole la sospensione indeterminata, Magic, l’uomo chiamato in causa dalle registrazioni, dice che non è ammissibile che ci sia un proprietario razzista nella lega. I giocatori dei Clippers e coach Rivers, intendono ancora scioperare per questi playoff e essere ceduti in estate. Vedremo cosa succederà. Probabile finisca tutto in niente ma ricordatevi che un grande appassionato di NBA è il presidente degli Stati Uniti,Barack Obama, afroamericana. [l.f.]





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