Mondiali di calcio 2014 – Germania uber alles

Mondiali di calcio 2014 – Germania uber alles

Deuthscland uber alles, la Germania sopra tutti nei Mondial di calcio 2014


Quando la Germania vinse il suo terzo mondiale di calcio, nel 1990, la nazione tedesca non era stata ancora ufficialmente riunificata. 24 anni dopo la vittoria di Italia ’90 contro l’Argentina di Maradona, la squadra teutonica torna a trionfare proprio contro l’albiceleste, stavolta però unita in tutto e per tutto. Come recita l’inno tedesco nel suo incipit, “Deutschland über alles”, che non sta a significare una velata supremazia germanica sul resto dell’umanità, la Germania ha trionfato grazie all’unione e alla coesione della propria squadra.

Quella tanto agognata coesione ed unità, che i tedeschi nella loro millenaria storia hanno raggiunto dopo diverse tribolazioni, viene esaltata nel concetto di squadra compatta plasmato da Joachim Loew. Dovessimo fare un riassunto del mondiale tedesco, andando oltre i risultati delle singole partite, ciò che salta all’occhio del calciofilo è la grande organizzazione che questa squadra ha mostrato sin dal primo match. E andando oltre alla conclamata accuratezza tedesca nello svolgere un qualsiasi compito, la squadra capitanata da Lahm ha fatto ciò che doveva fare con estrema consapevolezza dell’obiettivo che bisognava raggiungere, e dei mezzi che sarebbero serviti per conquistare quel trofeo che da 24 anni mancava.

Nessun interprete ha prevalso sull’altro in maniera evidente, ma tutti hanno remato nella medesima direzione, sconfiggendo, pardon, travolgendo gli avversari che venivano incontro. Senza pietà, senza polemiche, senza fronzoli, una macchina perfettamente costruita con ingranaggi oliati alla perfezione, che messa in moto ha portato a termine il proprio compito senza batter ciglio.

Loew ha guidato la sua squadra con scelte oculate, alcune volte coraggiose, ma sempre vincenti (vedi l’ingresso di Goetze e Schurrle in finale). Ha spostato Lahm da libero davanti alla difesa, a terzino destro; ha riproposto Klose come riferimento offensivo; ha schierato lo sconosciuto, ai più, Kramer in una finale mondiale; ma ha sempre avuto ragione.

Ora ciò che conta quando si vuole raggiungere un obiettivo, oltre alla risorse a disposizione e alle motivazioni, è avere un team perfettamente coeso al suo interno; anche se Loew avesse schierato il giovanissmo Matthias Ginter, siamo sicuri che avrebbe comunque portato a casa la coppa. Perché ciò che ha portato la Germania ad essere über alles è stata l’unità della squadra come primo e più importante pensiero di ciascun atleta. E in questo  i tedeschi ci hanno dato l’ennesima lezione, vero Prandelli? (d.r.)





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