Mazzarri autocritico dopo Inter – Cagliari

Mazzarri autocritico dopo Inter – Cagliari

Mazzarri fa mea culpa dopo la disfatta contro il Cagliari. Scelte errate, e poco turn over i motivi della sconfitta per il tecnico nerazzurro


Un po’ di autocritica non guasta mai, soprattutto se ne prendi 4 in casa dal Cagliari. Forse Walter Mazzarri non poteva far altro dopo un pomeriggio nefasto per la sua squadra, ma l’allenatore livornese stavolta si è dimostrato duro, quanto basta, con le sue scelte.

Non ha parlato di arbitri, anche se quando gli hanno fatto notare che la prima ammonizione di Nagatomo era stata un po’ troppo severa ha ceduto un po’ al consueto vittimismo. Ma oggi c’era poco da giustificare dopo una débacle di proporzioni storiche. Era da 19 anni che i sardi non vincevano a San Siro, e soprattutto questo Cagliari, alla vigilia, non dava la sensazione di poter andare a violare il campo dei nerazzurri, apparsi in grande forma. Mazzarri ha imputato la sconfitta alle sue scelte errate, soprattutto per la decisione di mandare in campo giocatori ritenuti stanchi o cotti per i troppi impegni. Ha inoltre sottolineato come una squadra come l’Inter, pur in inferiorità numerica, non può permettersi di subire 3 goal in 15 minuti da un Cagliari decisamente inferiore qualitativamente.

Siamo d’accordo con Mazzarri nel dire che qualche cambio poteva essere fatto, ma di sicuro questa sola motivazione non può giustificare una sconfitta del genere. La questione dovrebbe riguardare una mentalità che bisogna acquistare, una forza psicologica da plasmare in ogni singolo calciatore, per superare difficoltà come può essere quella di un’inferiorità numerica in partita in corso. Essere in 10 contro 11 non può essere motivo plausibile per una squadra come l’Inter per spiegare uno sconquassamento tale contro un team nettamente inferiore. Non per fare paragoni scomodi, ma l’Inter di Mourinho pareggiava o vinceva match in 9 uomini.

I tempi sono cambiati, e l’Inter non può più contare su campioni come Eto’o o Milito, Samuel o Zanetti, ma può cercare di instaurarne la mentalità vincente in giovani dalle grandi capacità tecniche come Juan Jesus, Kovacic o Icardi. Questa è la missione che spetta a Mazzarri, sempre che abbia le capacità per portarla a termine. Senza fare scomodi paragoni di mourinhana memoria. (d.r.)





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