Mario Gotze – ecco chi è la rivelazione della Germania dei Mondiali 2014

Mario Gotze – ecco chi è la rivelazione della Germania dei Mondiali 2014

Ecco chi è Mario Gotze il giocatore della Germania che ha segnato il gol decisivo nella finale dei Mondiali del Brasile 2014


Quando un Mondiale termina, culmina sempre con un’immagine rappresentativa. Che sia l’urlo di Tardelli o il colpo di testa di Pelè, rimane comunque un’istantanea che rappresenterà quel Mondiale per l’eternità. Stavolta è toccato a San Mario da Memmingen (Mario Gotze). Si perché più di tutti, con quella giocata rapida quanto letale, rimarrà impresso nella mente di chi ha seguito questo mondiale brasiliano.

Se giochi quella partita hai l’onore di entrare nella ristretta cerchia di chi ha avuto la possibilità di giocarla. Se la decidi con una splendida giocata, hai tutte le carte in regola per entrare nella storia. Ed è ciò che è accaduto a questo ragazzino proveniente da una piccola città della Baviera. Nato a due passi da Monaco, ha dovuto aspettare ben 21 anni per indossare la maglia più celebre della Bundesliga. Prima ha scorrazzato, fin dalle giovanili, con la maglia giallonera del Dortmund. Ha vinto tanto (2 campionati e una coppa di Germania), e ha conquistato l’attenzione dell’intera Europa, con le sue grandi giocate, sfiorando la vittoria della Champions (persa in finale proprio contro il Bayern).

Nel 2013 finalmente approda al Bayern, non senza polemiche, e continua la striscia di vittorie iniziata con il Borussia. Ma è da domenica che il nome di Gotze rimarrà impresso nella storia del calcio mondiale. Il suo goal ha deciso la finale di Rio e ha regalato al suo Paese una coppa che mancava da 24 anni. Mario non era ancora nato quando Lothar Matthaus alzò in cielo la terza coppa del mondo tedesca. Era ancora solo un’idea di una comune coppia bavarese, quando Andreas Brehme decise la sfida dell’Olimpico con Maradona&co. Scherzo del destino dopo 24 anni la finale è sempre la stessa, e stavolta tocca al Kind di Memmingen decidere la sfida contro i sudamericani.

E non è un caso. Un ragazzo di 22 anni, tedesco che gioca nel club tedesco più prestigioso e vincitore già di 3 bundesliga, decide la finale della coppa del mondo contro la squadra con la media-età più alta dell’intera competizione, immagine che più mette in rilievo la distanza del calcio italiano da quello tedesco. Ma questa è un’altra storia. (d.r.)





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