Inter tracollo in casa contro il Cagliari: 1 – 4

Inter tracollo in casa contro il Cagliari: 1 – 4

Perde clamorosamente in casa l’Inter di Mazzarri contro il Cagliari di Zeman. 4-1 il risultato finale con tripletta di uno scatenato Ekdal


Dove è finita l’Inter di Mazzarri? È incredibile quanto verificatosi nel pomeriggio domenicale di campionato. L’Inter schianta contro il Cagliari di Zeman, perdendo per 4-1, in una partita dove è successo di tutto. Mazzarri, scurissimo in volto a fine match, deve già fare i conti con la prima figuraccia stagionale, dopo sole cinque giornate di campionato.

Osannati da un inizio di stagione promettente, da una difesa che fino ad oggi aveva preso un solo goal in quattro partite, la truppa nerazzurra si è sfaldata al cospetto degli Zeman’s boys, dopo un match gestito come peggio non si poteva. Sarà la vittoria della cultura calcistica zemaniana contro quella mazzarriniana, fatto sta che per l’ennesima volta l’allenatore livornese non riesce a mettere in sesto un match messosi male. L’Inter scende in campo con il consueto 3-5-2, optando per la coppia offensiva composta da Osvaldo e Palacio. Dietro non c’è capitan Ranocchia e quindi spazio ad Andreolli. Fascia da capitano affidata a Nagatomo, in una giornata che rimarrà indelebile nella memoria del giapponese. Zeman ripropone il suo storico modulo, con Sau, Cossu e Ibarbo ad infastidire la difesa nerazzurra. E la tattica funziona eccome, tant’è che già al decimo del primo tempo i sardi passano in vantaggio. Nagatomo decide che oggi è la giornata giusta per giocare la peggior gara della sua carriera e regala un assist di testa a Sau che è lesto a trafiggere Handanovic. I nerazzurri non ci mettono molto a reagire, e otto minuti dopo trovano il pareggio. Ci pensa Osvaldo a superare Cragno, grazie all’assist di Palacio, che batte velocemente una punizione al limite dell’aerea, sorprendendo la difesa rossoblù. Raggiunto il pareggio, San Siro attende il vantaggio con pazienza, ma succede l’imprevedibile. Nagatomo, sempre deciso a disputare il suo peggior match, prende due ammonizioni in tre minuti e anticipa l’entrata negli spogliatoi. Siamo alla mezz’ora e l’Inter crolla, letteralmente. Ad assestargli i colpi fatali ci pensa inaspettatamente lo svedese Ekdal, uno che fino ad oggi aveva segnato 5 goal in Serie A. Nel giro di un quarto d’ora, dal 29’ al 44’, lo svedese ex Juve ne fa tre al malcapitato Handanovic. Il primo dopo una deviazione su tiro di Dessena del portierona sloveno; il secondo solo al centro dell’area, dopo una serpentina di Ibarbo, su cui la difesa nerazzurra decide di non intervenire; il terzo dopo un calcio d’angolo e una serie di rimpalli che lo favoriscono. Tra le altre cose, Handanovic al 43’ aveva pure parato un rigore a Cossu.

Bene, il primo tempo si conclude sul 1-4 per i sardi, con un gongolante Zeman che si avvia verso gli spogliatoi e un esterrefatto Mazzarri pronto a dare una strigliata ai suoi. Ma evidentemente il tecnico nerazzurro non è stato molto convincente, perché l’Inter che entra in campo nel secondo tempo non lascia trasparire il minimo segno di reazione. Anzi, il Cagliari potrebbe anche arrotondare il punteggio, ma i sardi preferiscono gestire saggiamente il vantaggio, non esponendosi ai contrattacchi nerazzurri. Il match si chiude ufficialmente al 93’ minuto, anche se San Siro aveva da tempo smesso di credere nella rimonta.

Per Mazzarri un ridimensionamento importante, dopo le tante belle parole spese per la crescita di una squadra che quest’anno punta all’Europa che conta. Senza l’espulsione di Nagatomo, probabilmente, avremmo visto un altro match, ma anche stavolta il tecnico ex Napoli dimostra di non sapersi adattare alle difficoltà che si possono incontrare anche in gare di questo tipo. Merito va dato anche ad un Cagliari che, dopo un inizio di stagione pessimo, è riuscito in un solo pomeriggio a cambiare rotta e a recepire il messaggio calcistico zemaniano. Una lezione che servirà ad una squadra, quella nerazzurra, che se vuole tornare grande deve dimostrarlo in contesti come questo. Senza pensare più a Mourinho. (d.r.)





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