Gigi Buffon Capitano oh mio Capitano

Gigi Buffon Capitano oh mio Capitano

Gigi Buffon è stato colui che ha dato il via nella serata di ieri alle esternazioni alle quali poi tutti si sono allineati. La sua mente fredda a cuore caldo ha spalancato il portone dello spogliatoio e della Federazione Italiana Giuoco Calcio. Per non dire dello sport nazionale intero. Poi il CT Prandelli ha fatto il resto.


Gigi Buffon non è entrato nel confessionale quando si è diretto a fine partita verso le telecamere e soprattutto i microfoni, questo lo sapeva benissimo. Ha espresso tutta l’amarezza di chi è sembrato tradito, e con lui tutta una Nazione intera. L’Italia calcistica è stata da poco eliminata dal Campionato del Mondo del Brasile e il Capitano si prende la briga, prima di qualunque altro, di denunciare al mondo il proprio rammarico, aprendo, per la prima volta nella storia del calcio, la porta degli spogliatoi dissolvendone quel vapore di ipocrisia che questo sport genera sempre davanti a tutti, per nascondere a tutti il suo vero davanti. Lui non ci sta e lo vuole dire.

Ma ammanta le accuse con la carta del cioccolatino che come involucro non lascia dubbi sul contenuto al proprio interno. Ne ha per chi è stato in campo e per chi il pallone se lo spilla sulla giacca, ma che entrambi non lo hanno mai avuto tra i piedi. Ne ha per chi in campo è sceso con le cuffiette e per chi manovra il calcio italiano a suon di percentuali. E lo dice in modo ancora affannato, a testimoniare che lui la sua fatica l’ha fatta, eccome. Lui ha spalancato la porta, e chi se no, e i commentatori da studio lo hanno sottolineato aggiungendoci del proprio. Soprattutto nei confronti dello stato pompeiano del calcio italiano. Verrebbe da chiedersi a questo punto perché tutti questi esperti della critica abbiano taciuto finora. Le accuse sono pesanti e all’eliminazione di ieri ci si arriva attraverso un percorso sbagliato perpetrato per anni.

L’unico che ci aveva messo la pezza finora è stato proprio il Ct della Nazionale Cesare Prandelli il quale, nel corso della conferenza stampa post partita, dignitosamente si è assunto tutta la responsabilità dell’accaduto. Rispondendo anche ai giornali italiani sul non accaduto. Vane e ridicole risultano le critiche al Ct sui moduli, sulle sostituzioni e sulle scelte fatte per il Brasile. In Italia esistono sessantamilioni di Commissari tecnici e le possibili variabili all’operato di Cesare Prandelli sono esattamente sessantamilioni. Gigi Buffon e Cesare Prandelli hanno denunciato il non calcio all’interno del calcio italiano e la conferma arriva anche dai diritti televisivi dei prossimi tre campionati ancora non assegnati davanti all’imminente scadenza, ore.

Il calcio che non è calcio, il tifo che non è più tifo d’innanzi alla morte. In questo clima dal Brasile l’Italia ha ammainato la propria bandiera del pallone. Il calembour del calcio per il momento nella penisola del sole pare sia terminato, almeno per il momento. Cuffiette permettendo.

Francesco Serviente





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