Figc, Tavecchio scivola sulle banane ed è caos

Figc, Tavecchio scivola sulle banane ed è caos

Uscita molto discutibile di Carlo Tavecchio candidato alla presidenza della Figc durante l’assemblea della Lega Dilettanti.


Inizia male, malissimo la corsa alla presidenza della Figc per Carlo Tavecchio, attuale presidente della Lega Nazionale Dilettanti. Il maggior indiziato a ricoprire la carica lasciata vacante, dopo il disastroso Mondiale brasiliano, da Abete, rischia adesso di vedere la sua candidatura totalmente delegittimata.Perché? Durante l’assemblea estiva della Lega Dilettanti, di fronte al pubblico e ai giornalisti, Tavecchio, parlando della situazione non proprio florida del calcio italiano, ha dichiarato che le questioni di accoglienza sono un conto, mentre le questioni del gioco sono un altro. Il presidente ha affermato: “diciamo che Opti Poba è venuto qua, che prima mangiava le banane, adesso gioca titolare nella Lazio. E va bene così. In Inghilterra deve dimostrare il suo curriculum e il suo pedigree”.

Dopo l’iniziale imbarazzo dei presenti, lo stesso Tavecchio ha cercato di aggiustare il tiro, minimizzando le sue parole: “Le banane? Non mi ricordo neppure se ho usato quel termine, e comunque mi riferivo al curriculum e alla professionalità richiesti dal calcio inglese per i giocatori che vengono dall’Africa o da altri paesi”. Ciò non è bastato a stemperare il clima, già rovente, all’interno dei piani alti del calcio italiano, che non hanno gradito le dichiarazioni di Tavecchio. Damiano Tommasi, presidente dell’assocalciatori, non ha nascosto la propria indignazione. In aggiunta a ciò, lo stesso ex centrocampista della Roma, ha dichiarato di aver ricevuto diverse chiamate di protesta da parte di giocatori italiani e stranieri, anch’essi indignati. Anche la stampa estera ha sottolineato, con sdegno, la poco felice uscita di Tavecchio, ironizzando non poco sullo stato attuale del calcio italiano.

Nonostante la bufera creatasi, Tavecchio rimane il principale alla presidenza della Figc, soprattutto per l’appoggio dei maggiori club italiani, e dei presidenti delle serie minori. A tal proposito è intervenuto Abodi, capo della Lega di Serie B, confermando l’appoggio alla candidatura di Tavecchio: “Una frase non fa di una persona un razzista. La demagogia non è una buona medicina. Siamo tutti maestri, educatori e giudici, soprattutto quando ci riferiamo agli altri. Mi auguro tanta intransigenza anche nell’autocritica”. Anche Maurizio Beretta, presidente della Lega di A, ha cercato di deviare la polemica, esaltando lo spirito umanitario di Tavecchio.

L’appoggio alla candidatura di Tavecchio, nonostante tale infelice uscita, continua ad essere solido, denotando interessi più politici, che un effettiva voglia di cambiamento all’interno del sistema calcio italiano. L’integrazione, come atto evolutivo verso un calcio che possa essere un esempio trainante per altre realtà sociali italiane, è ancora un miraggio, e queste dichiarazioni mettono in risalto, ancora una volta, l’arretratezza culturale delle personalità che rappresentano lo sport nostrano in Europa e nel mondo. (d.r.)





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