Balotelli e le occasioni perse con il Milan e ai Mondiali

Balotelli e le occasioni perse con il Milan e ai Mondiali

Mario Balotelli si appresta ad affrontare la sua ennesima sfida, forse l’ultima occasione per diventare grande


È durata solo una stagione e mezzo l’avventura di Mario Balotelli con la maglia rossonera, cioè nel Milan. Un mezzo fallimento quasi annunciato dai detrattori dell’attaccante bresciano, nonostante l’iniziale entusiasmo di tutto l’ambiente rossonero. Accolto come il salvatore della patria, Mario aveva da subito impressionato per l’impatto nella nuova squadra.

Due goal all’esordio e San Siro che lo adottava come nuovo beniamino. Galliani gongolava per l’ennesimo colpo riuscito, e Allegri non poteva far altro che fregarsi le mani. Conclusa la prima mezza stagione al Milan con la conquista del terzo posto, l’attaccante della Nazionale si apprestava ad iniziare un nuovo anno con l’obiettivo di confermarsi come faro dei rossoneri. Ma la favola è durata poco, giusto il tempo che Mario si ricordasse di essere Mario. Le tante prestazioni deludenti, le squalifiche, i battibecchi televisivi hanno confermato l’umore incostante di Balotelli, deludendo le aspettative che gli si erano create intorno. Il Milan ha concluso il campionato con un anonimo ottavo posto, e per Balotelli non è rimasta che la Nazionale per recuperare quel poco di credibilità che gli era rimasta.

Sappiamo tutti come è andata al Mondiale brasiliano, e quali errori sono stati commessi dalla Nazionale e da Balotelli in particolare. La mancanza del carattere e del piglio del fuoriclasse, che nei momenti di difficoltà si mette la squadra sulle spalle, sono mancati ancora una volta. Come se non bastasse, anche il suo più strenuo difensore, Cesare Prandelli, ha mollato la presa al termine di Italia-Uruguay.

Rimaneva solo Adriano Galliani a credere che l’investimento fatto un anno e mezzo fa avrebbe, prima o poi, dato i suoi frutti. Ma anche lui, come tanti in precedenza, ha preferito cedere il testimone a qualcun altro. E così dopo Mancini, Mourinho, Allegri, Seedorf, toccherà a Brendan Rodgers credere che Mario Balotelli possa diventare il gran giocatore che possa rendere giustizia alle sue enormi potenzialità. L’augurio è che Rodgers possa riuscire nell’impresa e consacrare al grande calcio un talento, italiano in tutto e per tutto, ancora mai pienamente espresso. “You’ll never walk alone” Mario. (d.r.)





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