Adriano Galliani bacchetta Kevin Constant

Adriano Galliani bacchetta Kevin Constant

L’ad milanista condanna i cori razzisti ma anche la scelta del giocatore di uscire dal campo


Adriano Galliani ha commentato l’increscioso episodio dei cori razzisti che ha visto coinvolto il difensore rossonero Kevin Constant, in occasione dell’incontro tra Milan e Sassuolo per il Trofeo TIM.

Condanno l’episodio ma non si può uscire dal campo. L’ho già scritto a tutti i miei giocatori. E’ all’arbitro che spetta l’ultima decisione: è lui che avverte le autorità per eventualmente sospendere la gara“.

Una presa di posizione molto chiara da parte di Galliani, che evidentemente non è più disposto a tollerare eventuali prese di posizione da parte dei giocatori, di fronte ad episodi analoghi, da condannare comunque senza alcuna attenuante.

Nel frattempo la Procura Federale ha aperto un’inchiesta volta ad accertare la portata dell’episodio a sfondo razzista. (m.t.)

IL COMUNICATO UFFICIALE DEL MILAN
Nella serata di ieri 23 luglio 2013 si è verificato l’ennesimo episodio di volgare intolleranza razzista: questa volta la vittima è stato Kevin Constant, che ha reagito abbandonando il campo di gioco. Non era, questa, decisione che gli competeva e, pur potendosene comprendere le ragioni, così come l’ira che ha fatto sia pur civilmente trascendere Constant, l’AC Milan ha il dovere di ricordare che tutti gli interventi contro le manifestazioni che offendono l’umana dignità, quali sono tutte le discriminazioni razziali, spettano soltanto al responsabile dell’ordine pubblico e al direttore di gara. La difesa degli strumenti legali e delle istituzioni, dovuta da ogni membro di una comunità per la stessa sopravvivenza d’un sistema civile, non può tuttavia far perdere di vista l’ignobile sfondo su cui con inquietante frequenza accade ormai di doversi confrontare: il razzismo non ha alibi, né se esso corrisponde ad un pensiero disgustoso che divida gli uomini per il colore della pelle o la nazionalità, né se le sue manifestazioni – i suoni, le parole, i gesti – siano il frutto d’uno squallido spirito emulativo, figlio di menti miserabili, persino incapaci di formarsi opinioni, per quanto orribili esse siano. Costoro, i membri dell’una e dell’altra categoria, non meritano tolleranza: da oggi non l’abbiano più. In nessuna sede: si tratta non tanto di difendere un calciatore o uno sport, ma il mondo civile, cui essi non sono mai appartenuti
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