Vasco, tutti gli album col Corsera

Vasco, tutti gli album col Corsera

Manifesto: l’opera omnia di Vasco, in edicola col Corriere della Sera a partire da domani. Una raccolta di CD (9.90…


Manifesto: l’opera omnia di Vasco, in edicola col Corriere della Sera a partire da domani. Una raccolta di CD (9.90 euro) e DVD (12 euro) che ripercorre interamente la carriera del rocker di Zolla. Quarant’anni e oltre di vita artistica trascorsi sempre sulla breccia, in questi mesi più che mai al centro del dibattito mediatico. Vasco amatissimo da stuoli di fan spalmati su almeno quattro generazioni e più che mai discusso, addirittura ancora portato come “cattivo esempio” dalla politica (per la serie senti chi parla).
Domani col Corsera una delle prima provocazioni del Blasco, l’album “Bollicine“, uscito il 14 aprile del 1983. Ha venduto oltre un milione di copie. Cifre d’altri tempi. Fece discutere, ovviamente, Nantas Salvalaggio su il settimanale Oggi, bollò Vasco come esempio di “Cultura della droga“, un’etichetta che il rocker non s’è mai riuscito a togliere di dosso. Ancora oggi, recente la sua diatriba legale, poi rientrata, con quelli di Nonciclopedia che lo bollavano praticamente come “spacciatore” – Vasco è chiamato a difendersi. Ma la vicenda di Bollicine fu ancora più complessa, perché se da un lato quell’inserire la parola coca nel testo faceva intendere all’uso della “polvere bianca”, dall’altro molti vollero vedere una sorta di inno alla più celebre bevanda gassata del mondo. “Lo paga la Coca Cola” era voce corrente, intanto la multinazionale gli chiedeva danaro per uso improprio del marchio.
Il Blasco dalle colonne del Corriere di oggi spiega così il “vero senso” della canzone: “C’era già, perlomeno chi aveva compreso subito la critica sarcastica, ironica, impietosa… e inedita che, attraverso un’orecchiabile ma irriverente parodia, io avevo mosso all’intera, potente, intoccabile, incontrastabile…e sacra industria pubblicitaria“.
Il brano che dà il titolo all’album vinse il Festivalbar dell’83, ma altre perle vi sono contenute, canzoni bandiera come “Vita spericolata“, “Una canzone per te” e ancora, la contestatissima “Portatemi Dio“, che gli valse l’anatema dell’Avvenire.





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