Vasco come Dylan “in Cina non mi vogliono”

Vasco come Dylan “in Cina non mi vogliono”

La felicità di suonare per la gente, Vasco Rossi la conosce, la coltiva, e la trasmette. Al PalaIsozaki di Torino…


La felicità di suonare per la gente, Vasco Rossi la conosce, la coltiva, e la trasmette. Al PalaIsozaki di Torino dove tra ieri e ieri l’altro il Blasco nazionale ha tenuto i primi due concerti degli otto previsti per il pubblico piemontese (i prossimi l’11, 12, 16, 17, 21 e 22 aprile), la conferma “se me ne stessi a casa non sarei così felice”. E sul suo sito scrive: “Cambiano gli alberghi, gli scenari, la tensione è continua ma quando comincia la musica ogni volta è una libidine unica”.

E mentre si prepara alla conquista dell’Europa e nuove date si aggiungono al tour Vasco Europe indoor, che si protrarrà per tutto il 2010  (suonerà a Londra il 4 maggio – sold out, a Bruxelles il 6, a Zurigo l’8, altro sold out e a Berlino il 12 maggio), la rivelazione ad un cronista del Tg3 regionale “andrei a suonare anche in Cina, ma non mi vogliono. Sembra che ci siano dei problemi, proprio come con Bob Dylan”. E’ noto che il governo cinese nei giorni scorsi abbia impedito a Dylan di eseguire i programmati concerti di Pechino e Shanghai. Nel  2009 stessa sorte era toccata agli Oasis, a cui era stato negato il visto di ingresso, perché – pare – Noel Gallagher, aveva partecipato nel 1997 ad un concerto per la libertà del Tibet. Non c’è che dire, la musica può fare paura, e quella di Vasco non fa eccezione.

https://www.youtube.com/watch?v=m9eIQgGAkYE





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