Sasha Grey a Radio Deejay: Linus racconta com’è andata

Sasha Grey a Radio Deejay: Linus racconta com’è andata

Ospite di Deejay Chiama Italia, Sasha Grey è stata una sorpresa per Linus. Ecco com’è andata ieri a Milano.


Si è tanto parlato di Sasha Grey a Milano e in Italia. Si è tanto parlato della sua nuova carriera, perché passare da attrice porno a dj, c’è qualcosa che non torna o qualcosa che comunque tendenzialmente “fa strano”. Ebbene sì, fa strano immaginare Sasha Grey in Italia ospite di Radio Deejay e del Fuorisalone 2013 con la sua musica e i suoi dischi, ma tant’è.

Sasha Grey è arrivata e probabilmente ieri non s’è parlato d’altro. Linus e Nicola Savino l’hanno intervistata durante la puntata di Deejay Chiama Italia. Un’intervista normale – a dispetto di quello che pensavano in molti -, del resto adesso Sasha Grey è di musica che si nutre, è con la musica che si guadagna da vivere. Linus sul suo blog racconta a distanza di qualche ora la sua intervista a Sasha Grey, le sue impressioni e qualcosa che non si sarebbe mai aspettato, ovvero la reazione del pubblico femminile:

“La cosa che più mi ha colpito del passaggio di Sasha Grey in radio è stato l’alto gradimento della nostra sezione femminile. Era normale che incuriosisse (per usare un eufemismo…) tutti quelli che con lei avevano passato momenti, diciamo così, intimi, ma alla fine gli stessi maschi che le hanno dedicato un sacco di pensieri impuri ne sono rimasti anche intimoriti. Troppo sicura, troppo padrona della situazione. Per questo, forse, le ragazze della radio che fino al giorno prima avevano accolto la notizia del suo arrivo con un po’ di infastidita perplessità, di colpo hanno cambiato atteggiamento e nel pomeriggio nei corridoi era tutto un cinguettare il suo nome…
A me è sembrata sveglia, determinata, curiosa, coerente con la sua stessa definizione di “performing artist”. Un bel termine che vuol dire tutto e niente ma rende l’idea.
Lo sguardo però è lo stesso di molti ospiti americani che abbiamo avuto in trasmissione in questi anni, da Al Gore a Taylor Swift, non importa la professione. E’ lo sguardo killer di chi viene allevato da una società che ha il solo scopo di raggiungere il risultato, macchine senz’anima ricoperte di retorica. Per intenderci, come quelli che inventano i social network raccontandoci la favola che servono a migliorarci la vita. Ma questo è un altro discorso. Lunga vita a Sasha Grey”.

 

(b.p.)





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