Psycho, col restauro sonoro brividi raddoppiati

Psycho, col restauro sonoro brividi raddoppiati

Che la musica sia fondamentale nello sviluppo dei thriller è un fatto acclarato e quando i thiller in questione sono…


Che la musica sia fondamentale nello sviluppo dei thriller è un fatto acclarato e quando i thiller in questione sono vecchi capolavori, al restuaro dell’immagine è d’obbligo un buon lavoro di recupero del sonoro. E così, più agghiacciante che mai con i suoi violini stridenti, il classico thriller di Hitchcock Psycho è stato mostrato  a Cannes Classics in una nuova versione restaurata con una tecnica rivoluzionaria.

Nella famosa scena del delitto sotto la doccia, all’inizio non doveva esserci musica,  ma il compositore Bernard Herrmann aveva inserito un’esecuzione orchestrale in sottofondo e Alfred Hitchcock rimase impressionato“, ha detto a Frnce presse Olivier Attia, amministratore di Audionamix, l’azienda che ha curato il restauro. ” Il problema è che con il suono mono abbiamo perso l’emozione che provarono Herrmann e Hitchcock sul set. Con questo restauro audio, l’abbiamo trovata“. I laboratori di ricerca Audionamix impiegano una manciata di matematici altamente specializzati e tecnici di elaborazione del segnale il cui compito è quello di

la celebre scena della doccia

sviluppare algoritmi per la separazione fonti di musica. In breve, con l’utilizzo di formule matematiche i tecnici vanno nel dna del suono separando il violino, la chitarra, la voce e gli effetti sonori. Così hanno fatto, decomponendo (demixando è il termine tecnico) lintera colonna sonora di Psycho in 81 “blocchi suono” articolati in 378 fonti, quindi la Universal, produttrice del film (dato 1960, fu maggior successo commerciale di Hitchcock) ha proceduto al” rimescolamento”o alla ricreazione del suono che mira a fornire allo spettatore – su DVD, Blu-ray ecc. – una nuova esperienza.

E sono arrivate anche delle sorprese: “Scomponendo la colonna sonora di una scena, ci siamo trovati con un suono che proprio non riuscivamo a identificare. Poi qualcuno dallo studio si è ricordato qualcosa – conclude Attia – . Parte del film fu girato durante l’estate in un hangar, dove faceva molto caldo. Le finestre erano aperte e vennero gli uccelli, che sono stati senti distintamente  cantare, una volta isolato il suono”. Ci sarebbero stati anche bene, ma in un altro noto film del genio inglese.
L’esperienza di Psycho è stat un successo, nel senso che il restauro sonoro ha restituito – e forse accresciuto – la carica di tensione del film.





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