Vita da pop star. Beyoncè, il nuovo album e i segreti svelati

Vita da pop star. Beyoncè, il nuovo album e i segreti svelati

Chi ha masticato nella sua vita un po’ di statistica, o semplicemente gli è capitato di aver a che fare…


Chi ha masticato nella sua vita un po’ di statistica, o semplicemente gli è capitato di aver a che fare con la famosa “Legge di Murphy” (“Se qualcosa avesse bassissime probabilità di andare nel peggiore dei modi, ci andrà”), si è fatto l’idea che non sempre le ciambelle vengono col buco e non tutte le uova si rompono se cadono dal paniere.

 

Beyoncé agli MTV music awards di Berlino (2009)
Beyoncé agli MTV music awards di Berlino (2009)

Alla cara Beyoncé però, le scatole devono essere proprio girate, quando ha scoperto che l’ipotetico ultimo ragazzino appassionato di computer, con due o tre rapidi colpi di tastiera, si è fregato ed ha pubblicato con una ventina di giorni d’anticipo (doveva uscire il 24 giugno) la play list dell’ultimo disco dell’autrice, intitolato “4”. Deve rodere davvero tanto, anni ed anni a comporre musica, provare ed incidere, poi si aspetta con la bava alla bocca l’uscita del disco e di colpo, si prende una legnata in testa. Chissà che fine ha fatto il collaboratore che ha svelato la fregatura alla cantante, che non ha nemmeno potuto prendersela con il colpevole. Una leak niente male. Va ammesso che la signora casa discografica, se la stava gestendo in modo indubbiamente divino la promozione del nuovo lavoro. Pasticci di questo genere, ripetuti e tutti uno dietro l’altro, sono tipici di una indipendente alle prime armi. Alla Genesi, viene sfornato il primo singolo, “Run the world (Girl)”, buio, visto che il video era con un ritardo spaventoso. Poi salta fuori la leak succitata e si cominciano ad inseguire i potenziali responsabili dell’affondamento del Titanic. Subito, i bene informati, hanno cominciato a guardar male quanto è rimasto dello staff di Mathew Knowles, il papà dell’autrice ed ex manager, che da poco ha lasciato il suo ruolo. Cercando di salvare il salvabile, è stato buttato in pasto alle radio “Best thing i never had”, una ballad divertente fatta di ritmi rimbalzanti e sincopati di piano da far girare nelle orecchie per imparare ad apprezzarla. Niente a che vedere con “Run the world (girls)”, decisamente più commerciale ed intuitiva. Peccato che un’autrice che di solito sfonda le chart sia stata spinta nella nebbia in modo così avventato. (Davide Rabaioli)





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