Paul Haggis contro il trattamento di favore riservato a Tom Cruise su Scientology

Paul Haggis contro il trattamento di favore riservato a Tom Cruise su Scientology

Mentre la critica non perde occasione per lodare la nuova serie tv targata HBO Show me a hero con protagonista Oscar Isaac, il regista Paul Haggis coglie ancora una volta occasione per scagliarsi contro Scientology e i media che non fanno domande a Tom Cruise


Nelle scorse settimane vi avevamo introdotto la nuova miniserie HBO, Show me a hero, che ha debuttato il 13 agosto sulla tv americana con grande successo. Non solo il livello della recitazione degli attori protagonisti, a partire dal brillante Oscar Isaac, è superlativo, ma tutto l’impianto narrativo è degno dei migliori prodotti televisivi di sempre, da I Soprano a The Wire, da Breaking Bad a Mad Men (cliccate qui per leggere il nostro articolo).

Dopotutto nella serie c’è proprio lo zampino del creatore di The Wire, David Simon, mentre alla regia troviamo il filmmaker Paul Haggis che, durante gli eventi di promozione della serie, non ha solo approfittato per scherzare sull’Oscar vinto immeritatamente per Crash – Contatto Fisico ma soprattutto per attaccare ancora una volta il trattamento che la stampa continua a riservare a Scientology.

Effettivamente negli ultimi tempi si è fatto un gran parlare della dipartita di Tom Cruise, da sempre uno dei più grandi fautori della setta religiosa recentemente svergognata dal film Going Clear che mette in luce tutte le malefatte di Scientology.

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Eppure, nonostante l’attore sia da giorni impegnato nella promozione di Mission Impossible: Rogue Nation ancora nessun giornalista si è permesso di fare domande all’attore hollywoodiano sulla scottante questione. Di fronte a tanta omertà si è ribellato Haggis che, già in passato, ha avuto da ridire sui metodi utilizzati da Scientology tanto da aver subito frequenti minacce per la sua incolumità e quella della sua famiglia.

In un’intervista rilasciata al The Daily Beast il regista non si è certo tirato indietro e ha sottolineato: “Nessuna domanda a Cruise? Suppongo che ad una star le persone perdonino proprio tutto”. E ancora più onestamente dichiara: “Non attribuirei la colpa a Cruise ma ai giornalisti che non capisco come possano definirsi tali se poi non hanno nemmeno il coraggio di fare una domanda. Vergogliatevi!”.

Un giornalista che tiene alla propria integrità, secondo Haggis, si sarebbe dovuto imporre anche di fronte alle pressioni dei furbi PR di Cruise che avrebbero scoraggiato i media a rivolgere domande riguardo a Scientology all’attore.

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Secondo Emily Yahr del Washington Post la situazione non sarebbe poi così sorprendente ma sintomo di un atteggiamento frequentemente assunto dagli studios e dai PR delle grandi star.

Così (stranamente) Ben Affleck non ha dovuto affrontare domande sul suo divorzio durante il Comic-Con di San Diego, a Jennifer Lawrence sono stati risparmiati imbarazzanti quesiti sulle sue foto nude che circolavano sul web proprio nei giorni dell’uscita del penultimo Hunger Games e 50 Cent non si è dovuto difendere a proposito delle sue recenti battaglie giudiziarie, quand’anche ospite nei vari salotti televisivi.

Insomma, incredibile ma vero, alle star hollywoodiane viene riservato in America più o meno lo stesso trattamento (soft) che per anni in Italia abbiamo riservato ai nostri politici.

di Rosa Maiuccaro





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