Note velenose tra Morgan e Mario Biondi

Note velenose tra Morgan e Mario Biondi

C’erano una volta le dive. Cattive, capricciose, tendenti all’invidia ma pure affette da manie di grandezza e incapaci di ogni…


C’erano una volta le dive. Cattive, capricciose, tendenti all’invidia ma pure affette da manie di grandezza e incapaci di ogni perdono verso chi osava evidenziarne qualche mancanza. Questo vuole lo stereotipo, che sarà pure luogo comune ma capita che faccia centro. Tra le sfide memorabili la storia rimanda la bollente indifferenza con la quale si trattavano vicendevolmente le grandi Marlene Dietrich e Greta Garbo. Ma è roba d’antiquariato.

Oggi in mancanza di divine di tale spessore, in Italia dobbiamo accontentarci di polemiche ben più leggere, a tempo di musica.

Dopo quella innestata da Vasco sul collega Ligabue, definito  “Un bicchiere di talento in un oceano di presunzione“, l’ultima in ordine di tempo vede protagonisti due nomi del firmamento musicale dal seguito popolare alquanto scarso e comunque non certo paragonabile ai due di cui sopra.

L’uno è Mario Biondi che, intervistato da Repubblica ribadisce l’inutilità dei talent show, accusando Morgan – tornato giurato all’X Factor targato Sky – di “invitare i concorrenti a concentrarsi sulle vendite […] mentre lui non vende neppure una copia“.

La riposta, piccata, dell’ex frontman dei Bluvertigo non si fa attendere e, durante la presentazione del talent, dopo aver sostenuto di non conoscere Mario Biondi “conosco molti corner ma non lui“, ha rincarato la dose: “Se questo l’avessero detto Battiato, Guccini o De Gregori l’avrei accettato, ma lui è uno da piano bar, non so nemmeno se abbia un codice Siae“.

E se avessero ragione entrambi?





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