Nicola Piovani, “In quintetto”. Guarda la video – intervista

Nicola Piovani, “In quintetto”. Guarda la video – intervista

E’ uscito nelle settimane scorse “In Quintetto” di Nicola Piovani. Cinque musicisti per una libera riscrittura di musiche composte dall’autore,…


E’ uscito nelle settimane scorse “In Quintetto” di Nicola Piovani. Cinque musicisti per una libera riscrittura di musiche composte dall’autore, nel corso degli anni, per il cinema, il teatro, i cantanti, la televisione. Brani noti al grande pubblico, come commento perfetto a immagini memorabili: La stanza del figlio, La vita è bella, La voce della luna e reinterpretati da cinque solisti (Nicola Piovani Pianoforte, Andrea Avena Contrabbasso, Marina Cesari Sax e clarinetto, Pasquale Filastò Cello e chitarra, Cristian Marini Batteria e fisarmonica), fra i quali spicca il ruolo del pianoforte.

Assieme alle grandi colonne sonore del cinema, composizioni nate per il teatro (La melodia sospesa), la televisione (Annozero) e poi le canzoni d’autore (Suite De André). La parte centrale è invece dedicata alla mitologia greca (I Dioscuri, Il volo di Icaro, Narciso e Eco), fonte inesauribile di favole estremamente attuali che nel tempo continuano ad ispirare la creatività degli artisti.

 

Rispetto ai concerti di ampio organico orchestrale, il “Concerto in quintetto” è anche una riflessione più intima e flessibile, una musica che vuol mettere in risalto la cantabilità dei singoli strumenti e la duttilità ritmica di un organico agile, che permette all’invenzione solistica di rivelare lati nascosti fra le pieghe di partiture destinate all’origine a un repertorio corale, collettivo.

 

“L’organico del nostro quintetto mescola suoni di strumenti classici e di strumenti moderni e anche popolari: il violoncello, la batteria, la chitarra elettrica, la fisarmonica oltre al pianoforte, afferma Nicola Piovani, e permette di avventurarsi in una indefinibilità linguistica, in un classico meticcio, che mi ha sempre affascinato. Navigare attraverso gli stilemi mi attrae  e finché ci sarà un pubblico disposto ad ascoltare queste musiche difficili da catalogare – si chiamino contaminate, trasversali, bastarde o come si vuole – finché insomma me le faranno suonare, io lo farò con grande gioia e impegno”.

E adesso la video intervista


Untitled from DaringToDo on Vimeo.





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