Litfiba, il gran ritorno

Litfiba, il gran ritorno

Sono passati più di 30 anni, decine di dischi, centinaia di concerti, incomprensioni e ritorni da quella cantina in via…


Sono passati più di 30 anni, decine di dischi, centinaia di concerti, incomprensioni e ritorni da quella cantina in via dei Bardi, a Firenze dove l’avventura dei Litfiba ebbe inizio, anno 1980. E rieccoli in forma smagliante, Piero Pelù e Ghigo Renzulli a confermare con “Grande Nazione” (Sony), l’album in uscita martedì 17 il senso di una reunion ormai datata 2009. E mentre lunedì 16 gennaio è annunciato il Litfiba Day con la proiezione nelle sale cinematografiche delle principali citta italiane del documentario “Cervelli in fuga – Europa live 2011” , con immagini di backstage, live e racconti del fortunato tour europeo del 2011 l’uscita del disco s’accompagna alla nascita di una radio web Virgin Rock Star: Litfiba con la discografia completa della band (virginradio.it e unitedmusic.it.) e ad un prossimo tour, al via il 2 marzo a Firenze.

Io sono un’altra cosa / dalla gente che si abbassa / Io voglio un’altra cosa / dalle distrazioni di massa/Uso la mia testa / sono un rompicoglioni / Sono un’altra cosa / fuori dal programma cantano in Anarcoide, brano dai ritmi sostenuti e dagli stacchi repentini che si presenta come inno di battaglia, canzone concepita per scatenare e cogliere gli umori di questi tempi: “Lo Stato no, non è un’azienda, lo Stato è ogni cittadino che pensa“.

“Grande nazione”, presentato ieri a Milano è il primo album  concepito assieme da Piero Pelù e Ghigo Renzulli dal lontano 1999, escludendo il live “Stato libero di Litfiba” che aveva documentato la reunion del 2010 offrendo come bonus due tracce incise in studio, “Sole nero” e “Barcollo”. La rinnovata intesa fra il cantante e il chitarrista aveva poi fruttato “Dimmi dei nazi”, accompagnamento sonoro al docufilm di Teresa Marchesi “Pivano Blues – Sulla strada di Nanda”.

Sospeso fra denuncia diretta e amara ironia, con qualche momento evocativo a stemperare occasionalmente le tensioni “Grande nazione”, dicono i due è anche  “l’appassionata, sanguigna richiesta di perdono per la lunga assenza”.

E come  sono tornati per rivendicare con la forza del rock un ostinato portarsi fuori dal coro che dura per quarantaquattro minuti (più la bonus track “Dimmi dei nazi” nella deluxe edition). Quarantaquattro minuti di riff tellurici, assoli sfavillanti, tastiere fantasiose, aggressioni ritmiche, ritornelli killer, melodie suggestive ed efficaci asprezze. Insomma, il campionario di tutto ciò che ha fatto dei Litfiba… i Litfiba.  Ad affiancare Ghigo e Pelù, che firmano tutti i pezzi, alcuni ottimi musicisti: il bassista Daniele “Barni” Bagni (già in organico nel periodo 1994-1999), il batterista Pino “Fido” Fidanza e il tastierista Federico “Sago” Sagona. Valore aggiunto l’inglese Tim Palmer, già in passato ollaboratore della band, che si è occupato di mixare i dieci episodi prodotti da Piero e Ghigo nell’estate 2011 all’O-Zone Studio (a impatto zero) di Firenze.

Brano d’apertura è Fiesta Tosta: incalzante e sarcastico rock’n’roll latino dedicato ai vizi e alle distorsioni di certa politica; è la finanza nel mirino di  Squalo, brano decisamente più hard e ossessivo. I toni si addolciscono con  Elettrica, prima ballata e prima canzone d’amore in scaletta. Ed ecco Tra te e me, “power ballad” sull’amore e le diversità di coppia. Ma la vena sarcastica torna a pungere con Tutti buoni, rock impietoso per un ritratto della classe politica italiana, quella brava e buona “solo in tempi di elezioni”. La ballata più dolce e psichedelica dell’album è certo Luna dark, brano dedicato alle figlie di Piero. E subito dopo Anarcoide ecco Grande nazione, il brano che dà il titolo all’album nel quale il Belpaese e le sue cattive abitudini ritornano protagonisti, messi alla berlina con un sentimento che lega assieme rabbia, ironia e un pizzico d’orgoglio. A chiudere la track list due pezzi dal sapore autobiografico: Brado e La valigia, metafora del viaggio e di tutte le cose che portiamo dentro di noi. Da sempre una delle costanti nelle canzoni dei Litfiba.

 

 

 





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