Lana Del Rey. Stroncata dalla critica, prima nelle classifiche

Lana Del Rey. Stroncata dalla critica, prima nelle classifiche

Era uno degli album più attesi della stagione Born to Die, di Lana Del Rey accolto dalla critica con più…


Era uno degli album più attesi della stagione Born to Die, di Lana Del Rey accolto dalla critica con più fischi che applausi. Chi parla di delusione, chi di tradimento, ma anche chi di un “crash test superato”.
Parte della stampa e del pubblico liquidano tuttavia il primo album ufficiale della Del Rey come un pop prefabbricato made in USA.

Il blog americano Pitchfork, ad esempio, sentenzia che “l’album è l’equivalente di un orgasmo simulato, una collezione di canzoni incendiarie che bruciano senza passione“. Si parla anche di Born to Die come “riciclo una zuppa insipida” e la cantante considerata un’ “icona del marketing americano“. In effetti gli aspetti trattati sono molto americani e molto stupidi: la celebrità, il sogno americano, la nostalgia, l’amore… Insomma, rispetto ai tre brani divulgati in EP e che hanno portato alla cantante l’affermazione globale le altre canzoni dell’album sono solo «affettazioni di cheerleader“, usando le parole di Le Monde.
I testi poi oggetto di severe critiche da parte della stampa britannica: Il Guardian consiglia “di ascoltare la musica, ignorando le parole” ed il Telegraph che la cantante non ha “un lessico sufficiente per sviluppare una personalità attraverso l’album“. L’americano The Daily Michigan è spietato “superficiale come l’applicazione di mascara alle ciglia “.

 

Sta di fatto che la cantante salita alla celebrità globale quest’estate grazie al video autoprodotto  “Video Games” con l’uscita dell’album (trainato dal singolo omonimo) vede riconfermata la sua buona stella raggiungendo la vetta delle classifiche di ben 11 paesi in sole 24 ore.  Dunque, malgrado i detrattori, scalza dalla classifica l’amatissima Adele e solo i prossimi anni (ed eventuali prossimi album) ci potranno dire se “Video Games” ha creato un mostro o ha affermato sulla scena una grande artista che può permettersi anche di sbagliare qualche canzone.





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