I “cloni” del Quartetto Cetra si chiamano “Sacher Quartet”. E’ un successo!

I “cloni” del Quartetto Cetra si chiamano “Sacher Quartet”. E’ un successo!

Le alchimie non sempre danno buoni risultati ma qualche volta sì. Alchimia è quella del complesso musicale “Sacher Quartet” che…


Le alchimie non sempre danno buoni risultati ma qualche volta sì. Alchimia è quella del complesso musicale “Sacher Quartet” che hanno deciso di ripercorrere le tracce di un quartetto con la Q maiuscola e di un repertorio tanto prestigioso quanto difficilmente imitabile, quello del “Quartetto Cetra“. Giovani che eseguono i pezzi più significativi dei Cetra e portano la “loro” musica da una televisione all’altra, da un teatro all’altro.

Contaminazione non facile, quella scelta dai giovani – la neo solista che emula la novantenne Lucia Mannucci si chiama Laura Marchesi e con lei Alberto Favale, Giuliano Ferrari, Alfredo Turicci – che si fanno trascinare da Virgilio Savona, Tata Giacobetti e Felice Chiusano, non facile anche perchè il clone non può mai essere uguale all’originale. Ma è una scelta determinante perchè è ben chiaro che il quartetto (quello “nuovo”) è determinato ad andare avanti riportando all’attualità le tante canzoni dei Cetra con la “benedizione di Lucia”. I  Cetra, nei ricordi di chi vent’anni non li ha più, avevano catturato la ribalta della neonata tv italiana con programmi da loro condotti o come grandi ospiti di popolari trasmissioni. S’erano cimentati, con successo, in racconti classici “tradotti” in sette note e avevano persino doppiato il “cantato” del film Disney Dumbo e non solo.

“I Cetra iniziarono la carriera con elaborazioni vocali jazz e swing, per poi trovare la propria formula, che combinava canzone e spettacolo: brani orecchiabili dai testi allegri, ma con arrangiamenti raffinati, interpretati in scenette divertenti” (Televideo Rai). “Formula che conquistò il pubblico, rendendo il gruppo molto popolare prima alla radio, poi in teatro e in televisione”.

Il “Sacher Quartet“, dunque, porta sulle scene la simpatia e un pizzico di nostalgia ed è un esempio unico, nessuno propone una così intensa analogia con i mitici precursori. Rivivono così “La vecchia fattoria”, “Aveva un bavero“, “Nella vecchia fattoria” eccetera.

Quartetto Cetra

Questa sera li aspetta un teatro piccolo (il più piccolo del mondo, il “Concordia” di Monte Castello di Vibio in Umbria), dall’acustica perfetta e con il pubblico praticamente attaccato al palco.





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