Harlem Shake: parla l’inventore, il dj Baauer

Harlem Shake: parla l’inventore, il dj Baauer

Come nasce inconsapevolmente un fenomeno virale che diventa tormentone. Ecco l’idea di Baauer.


Per chi non sapessi di cosa stiamo parlando, ecco un breve riassunto storico, in fondo di poca importanza però. L’Harlem Shake è una danza, originariamente nota come albee, nata ad Harlem nel 1981. L’inventore è un residente di Harlem, noto col soprannome di “Al B” (da qui il nome originale). Divenne popolare nel 2001 grazie al video della canzone “Let’s get it” di G. Dep.

L’Harlem Shake che interessa a noi è quello virale, quello che da pochi affezionati della rete è riuscito a far appassionare praticamente tutti: calciatori, attori, musicisti, artisti, persone comuni, dipendenti di uffici pubblici e chi più ne ha più ne metta. Harlem Shake è ormai un fenomeno collettivo, dal quale non si può uscire, non adesso quantomeno. Ancora troppo fresco, troppo vivo e troppo commerciale, Harlem Shake ci fa alzare dalla sedia e ci fa ballare e quando restiamo seduti, i nostri piedi vanno ugualmente a tempo di musica.

Il merito, o demerito – fate voi le dovute considerazioni – è di Baauer, 23enne deejay e produttore americano, che spiega così il fenomeno:

“Sembra tutto impazzito. Ho fatto nascere quel brano, ma l’hanno cresciuto altri ed ora è come se un mio figlio teenager adottato, un po’ strano e fuori di testa, se ne tornasse da me”.

20 o 30 secondi, è questa la durata della “performance”, un video diviso in due perfette parti: durante la prima una persona, con un casco o una maschera, balla nell’indifferenza totale di chi lo circonda. Nella seconda invece tutti, ma proprio tutti i protagonisti del video ballano e si dimenano come meglio credono, e talvolta raddoppiano, triplicano. Insomma la rete è impazzita per questo! Ecco alcuni esempi:

 

 

(b.p.)





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