Gomalan Brass Quintet: alla conquista dell’Asia col sorriso e un’insolita Aida

Gomalan Brass Quintet: alla conquista dell’Asia col sorriso e un’insolita Aida

Leggeri e talentuosi e tanto basta ai “magnifici cinque” dei Gomalan Brass Quintet, per regalarsi un tour internazionale pronto a…


Leggeri e talentuosi e tanto basta ai “magnifici cinque” dei Gomalan Brass Quintet, per regalarsi un tour internazionale pronto a toccare, oltre all’Italia, Francia, Finlandia, Giappone, Corea e Taiwan.


Non è solo un luogo comune dire che non è facile per la musica made in Italy sfondare oltreconfine, ma il quintetto d’ottoni ha dalla sua un 2010 intenso di conferme. Due uscite discografiche, un DVD, debutto televisivo su Sky Classica, le celebrazioni del decennale di attività. Il Gomalan Brass Quintet, alias Marco Braito (tromba), Marco Pierobon (tromba), Nilo Caracristi (corno), Gianluca Scipioni (trombone) e Stefano Ammannati (tuba), dopo aver già toccato alcune località del Belpaese col nuovo progetto “Aida”, sarà a Messina il 4 febbraio, quindi a Poggio Rusco (Mantova, 14 marzo), Cagliari (8 aprile), Trieste (9 giugno). Seguirà la Francia, con una data a Limoux il 29 aprile e quindi la residency orientale che vedrà il quintetto impegnato per il secondo anno consecutivo in Giappone, Corea e Taiwan (maggio), e ancora in Finlandia, Lieksa (28-29 luglio), e altre date in via di definizione per la seconda metà dell’anno.

Aida, fiore all’occhiello del repertorio dei Gomalan, ha debuttato il 9 gennaio 2011 a Fiorenzuola per la regia di Sabrina Morena. Si tratta di una vera e propria sfida che i cique lanciano all’inespugnabile fortezza della lirica: cinque musicisti suonano, cantano, interpretano, recitano, ballano l’opera, trasformandosi di volta in volta in Aida, Radames, Amneris, Amonasro. Non per ridicolizzare un capolavoro, ma al contrario per renderlo fruibile e comprensibile a chi non lo conoscesse (bambini compresi) o per farlo apprezzare ancora di più a chi ne sapesse già decodificare linguaggio e intenzioni. Quattordici arrangiamenti per quintetto d’ottoni (tra cui preludio, marcia trionfale, arie e duetti), collegati tra loro con dialoghi che, a mo’ di recitativo, chiariscono i contenuti delle arie e orientano l’ascoltatore nella fitta trama della vicenda.

Lo spettacolo del Gomalan Brass è molto più che musicale: richiede al pubblico partecipazione in cambio di sano divertimento, può passare da Gabrieli a Berio, dall’opera lirica al tango, dai cartoni animati alle colonne sonore cinematografiche, dal teatro al cabaret, sa emozionare e far ridere di gusto.

E non è un caso che questi musicisti si sono guadagnati in undici anni (il gruppo nasce nel 1999) la stima d’importanti direttori con i quali hanno collaborato, nomi del calibro di Metha, Muti, Maazel, Pretre, Sinopoli, Giulini, Baremboim, tra gli altri.





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