Evanescence, dopo cinque anni l’autunno porta un nuovo album

Evanescence, dopo cinque anni l’autunno porta un nuovo album

Nati da un rigurgito rock maldestro ed apparentemente illogico, a metà tra il sacro ed il profano, quindi geniali per…


Nati da un rigurgito rock maldestro ed apparentemente illogico, a metà tra il sacro ed il profano, quindi geniali per tutti questi finti difetti, gli Evanescence si apprestano ad una nuova uscita nel caldo caldo autunno 2011.

I componenti, Amy Lee alla voce, John Le Compt, Terry Balsamo, Rocky Gray e Tim McCord , hanno abituato i fan a delle performance diverse al momento dell’arrivo ai negozi ed ora si freme per “What you want”, il singolo che introduce al nuovo album che arriverà l’8 settembre, mentre il grosso del lavoro sarà negli store il 10 novembre e pare sarà omonimo nel titolo.

 

Che ne sarà? Chi può dirlo. Farà come la prima produzione della band, effettivamente storica, “Fallen”, che vendette più di 14 milioni di copie, oppure finirà come l’attesissimo “The open door”, secondo album che seguì la dipartita del chitarrista co – fondatore Ben Moody, che fece registrare 800 mila copie vendute la prima settimana in tutto il mondo, salvo poi non superare i 5 milioni di dischi venduti in totale.

Peccato che sia stato piccolo flop. Era il 2006 e l’album uscì in versione super controllata, dopo tempi di registrazione e missaggio lunghissimi, per il continuo spasmodico controllo degli autori ed un ictus che colpì Balsamo. Con una formazione fortemente rimaneggiata, che va e torna dai vecchi e cari componenti, il disco precedentemente annunciato per la fine del 2010, poi fissato per aprile, poi giugno, poi settembre di quest’anno a botte di comunicati su Twitter o MySpace dagli stessi componenti, sembra sia finalmente all’arrivo.

Titoli già disponibili sono “The change”, “Made of stone”, “Lost in paradise”, “The other side”, “What you want”, “Secret door”, “My heart is broken” e “Oceans”, anche se manca la definitiva ufficialità del booklet del Cd.

Amy si è detta soddisfatta del prodotto e delle nuove canzoni, che ha definito diverse dal solito stile Evanescence, ma comunque coinvolgenti. (Davide Rabaioli)





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