Alice Cooper, alla periferia del rock con l’energia di sempre

Alice Cooper, alla periferia del rock con l’energia di sempre

Qualcuno, negli ultimi tempi, causa leggero aumento della grinta nella canzoni, è arrivato a tracciare un tentativo di imitazione delle…


Qualcuno, negli ultimi tempi, causa leggero aumento della grinta nella canzoni, è arrivato a tracciare un tentativo di imitazione delle sue gesta anche da Lady Gaga, ma la cosa onestamente, sembra avere poca attinenza con un rocker di professione come Alice Cooper che a 60 e passa anni, è ancora qui a giocare con ghigliottine (finte), boa (veri, bianchi), fantasmi e teschi (finti) sul palco, correndo come un ragazzino.

Uno dei refusi della musica dell’orrore, figlia dei KISS, poi di Ozzy Osbourne (coscritto britannico di Cooper, classe 1948, ex Black Sabbath), e arrivata infine nelle mani bucate di Marilyn Manson, che ha rovinato tutto rendendo l’intera partita una cafonata industriale. Amen. Cooper, in segno distintivo di una carriera di successi, è in giro per il pianeta a promuovere il suo nuovo album uscito da poco, intitolato “Welcome 2 my nightmare” e sabato 14 ottobre, ha chiuso la visita nel nostro Paese con il concerto a Trezzo sull’Adda, vicino Milano.

Spiace pensare che un leader di tale portata, debba accontentarsi di una piazza così periferica, ma è ovvio, con un prodotto così ammirato dai ragazzini e da fan storici che stanno crollando sempre più repentinamente verso nozze, figli e lavori stressanti, è difficile ripetere costantemente dei boom commerciali per mantenere la soglia della partecipazione alta. Al “Live!” di Trezzo, comunque, tutto esaurito o quasi, così come nella data precedente, il 12 a Padova. Qualcuno ha anche avuto l’ardire di presentarsi con il figlioletto di due o tre ani dalla balconata, chissà se il pargolo avrà gradito.

Cooper dal canto suo, si è esibito nel migliore dei modi, facendo cadere sul palco un telo enorme con la sua effige ed apparendo in cima ad una scala agitando le sue otto zampe da ragno. Pochi i successi storici, come accade quando si deve promuovere il nuovo disco, ma hanno fatto il botto pezzi come “Poison”, “Hey Stupid”, “Feed My Frankenstein” e “School’s out”. Alla quale è stata legata una riduzione di “Another brick in the wall”. Urla sguaiate della folla all’arrivo dell’enorme ghigliottina e alla successiva esecuzione dello stesso Cooper, che poi si mostra divertito di giocare con la propria testa, o all’arrivo del mega zombie di più di 4 metri d’altezza, anch’egli somigliante al leader.

Nella band, ha fatto una sicura bella figura, la chitarrista solista, Orianthi, un vero prodigio della chitarra, che ha dimostrato a più riprese la sua arte, nonostante soli 26 anni. Ora, il palco è rimasto vuoto, aperto a giovani che avanzano sul solco tracciato da autori come Alice Cooper. Si dice sempre che il rock e la musica siano immortali, ma i musicisti no.

Non resta che sperare, almeno, in un altro tour di Cooper anche da noi in futuro. (Davide Rabaioli)





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