Abbey Road, gli studi dei Beatles aprono al pubblico

Abbey Road, gli studi dei Beatles aprono al pubblico

Beatles certo, ma non solo. Gli sudi al numero 3 di Abbey Road, acquistati dalla EMI nel 1929 per essere…


Beatles certo, ma non solo. Gli sudi al numero 3 di Abbey Road, acquistati dalla EMI nel 1929 per essere destinati alla musica classica si legano indissolubilmente al nome dei Fab Four con l’uscita dell’album omonimo, nel 1969, quello con John, Paul, Ringo e George che attraversano sulle strisce pedonali appena fuori lo Studio Due, dove avevano appena registrato quello che per Rolling Stone è il 14mo miglior album di ogni tempo. Abbey Road fu anche l’ultimo disco a essere prodotto in studio dai quattro visto che Let it be, pubblicato un anno dopo, era stato registrato in precedenza. Nasce la leggenda e quelli che fino al giorno prima si chiamavano semplicemente Emi Studios, con il successo dell’album saranno per sempre gli studi di Abbey Road, ovvero gli studi di registrazione più famosi al mondo.

Se per i nostalgici dei Fab Four è luogo quasi sacro, e per gli inglesi è monumento nazionale del 2010, il luogo è di per sé un tempio della musica. Nel 1973, i Pink Floyd vi registrarono Dark Side of the Moon, ma la lista dei “passaggi” illustri è lunga:

Queen, Madness, Radiohead, Depeche Mode, Oasis, U2, Blur e più recentemente Adele, Muse, Foster The People … e tra gli italiani, Ennio Morricone e Gianna Nannini.

Decisamente il prezzo del biglietto per l’ingresso non è economico ma farsi fotografare sulle famose strisce è ancora gratis, come concedersi l’ascolto di Come Together, tratto, neanche a dirlo, dall’album capolavoro del ’69. (g.m)

 

 

 





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