Una sfilata “spaziale” per la Cruise Collection di Louis Vuitton

Una sfilata “spaziale” per la Cruise Collection di Louis Vuitton

Mercoledi 6 maggio si è svolta la sfilata firmata Louis Vuitton all’interno del capolavoro firmato John Lautner, che giace in cima alle montagne Santa Rosa


Palm Spring giace a quasi 180 km da Los Angeles e vanta di un territorio coperto dal 99% da terra, trovandosi all’interno della zona desertica della Coachella Valley.

E’ una di quelle ex città fantasma che solo dagli anni ’70 in poi si è vista animarsi grazie al trasferimento di tanti pensionati prima, di tante famiglie con bambini poi. Fa niente se la temperatura media di luglio e agosto si aggira intorno ai 41°, perché l’idea di essere in California e vicino a tante grandi città fa superare anche la pressione bassa.

Ecco dunque che personalità del calibro di Bob Hope, Bing Crosby, Frank Sinatra – solo per citarne alcune, iniziarono a trasferire lì le loro residenze accentuandone il fascino e l’importanza: non deve quindi stupire che proprio a Palm Spring si sia tenuta pure l’ultima sfilata firmata Louis Vuitton. La maison di moda francese ha scelto non solo un luogo da set cinematografico, ma in specifico la villa nel deserto che l’architetto John Lautner progettò e costruì per Bob Hope.

Il gioiello architettonico giace in cima alle montagne Santa Rosa e rappresenta una sorta di astronave in cemento, rame e vetrate, dalla forma circolare e con un’apertura sul tetto, che gli abitanti della zona chiamano The Spaceship. Le prime modelle di questa seconda Cruise Collection hanno calcato la passerella realizzata ad hoc fra la piscina e il bordo a strapiombo sulla valle di Palm Spring dopo essere scese da un’imponente scalinata, sfilando davanti a star del calibro di Kanye West, Michelle Williams, Caterine Denevue, Miranda Kerr.

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La seconda Cruise Collection disegnata da Nicolas Guesquière – che tra le sue fonti di ispirazione trova il film di Robert Altman “Tre donne” – ha una doppia anima che si traduce nel binomio modernità e fascino hollywoodiano, mondo chic e realismo quasi aggressivo che esprime in realtà un grande senso creativo e di libertà. Nicolas Guesquière ha voluto sperimentare, osare, usando tessuti leggeri e preziosi insieme alla pelle, così come scegliendo di alternare scarpe basse con suola in gomma a tacchi vertiginosi in plexiglas, combinando giacchette e hot pants con zip a borse bicolore e zainetti.

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La sfilata è riuscita ed è andata ben oltre ogni aspettativa, riuscendo dunque a far passare tutti quei momenti di tensione pre – sfilata che avevano attenagliato Nicolas Guesquière nei giorni prima, quando i proprietari di casa non avevano ancora accettato di lasciare allo stilista quell’astronave assolutamente adatta all’evento.

Alessandra Paschetto

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