Tre modelle rivoluzionarie

Tre modelle rivoluzionarie

Colore della pelle, peso, figure androgine, altezze, difetti fisici che prima non potevano apparire sulle copertine, oggi sono tutti sdoganati grazie a loro – e non solo


Ultimamente stiamo assistendo a delle rivoluzioni da passerella che fino agli anni ’90 non ci saremmo mai potuti aspettare.

I canoni di bellezza imposti dal mondo della moda hanno sempre influenzato non solo l’immaginario comune riguardo la bellezza femminile ma anche l’immagine del proprio sé che spesso e volentieri non combacia con ciò che le copertine patinate propongono. Al di là di Photoshop e ritocchi da dieci e lode con make up coprente, sono proprio le modelle intramontabili alla Naomi Campbell, Claudia Shiffer, Gisele Bundchen e così via a mettere dei veri e propri paletti fra chi è considerata bella e chi semplicemente carina. Non per colpa loro diretta s’intende.

Per quanto si stia combattendo a favore di ampliare gli orizzonti per rendersi conto che non è bello ciò che è bello ma è bello chi si sente a posto con se stesso, si fa ancora fatica a volte a vedersi rispecchiare in un qualsiasi giornale femminile che non proponga lati B a prova di circonferenza misurata con compasso e addominali su cui si può giocare a dama.

Nonostante questi dettami, esistono modelle che sono riuscite ad abbattere ogni barriera, ogni canone estetico imponendosi come nuove leve della moda. Presentano tante caratteristiche che anni fa non sarebbero mai state inserite nemmeno nell’ultima pagina di un qualsiasi magazine di moda o femminile, mentre oggi rimbalzano da una pubblicità all’altra diventando anche testimonial di alcune case di moda.

Una modella che ultimamente fa parlare di sé è Winnie Harlow, che della sua vitiligine ne ha fatto un punto di forza. La modella canadese ha scoperto di essere affetta da questa malattia della pelle quando aveva solo quattro anni, ma capendo solamente in età adulta che la sua diversità sarebbe invece diventata la sua carta da giocare. Dopo anni di prese in giro a scuola, che l’avevano portata a ritirarsi dal liceo, ha deciso di partecipare ad America’s Next Top Model venendo eliminata pochi turni prima la finale: nonostante ciò è riuscita comunque ad imporsi e farsi notare, tanto che dal 2014 è modella fissa per Disegual.

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Andrej Pejic è invece la prima modella australiana e transgender che grazie al suo look androgino è stata chiamata per sfilare sia nelle collezioni uomo che donna. Notata mentre lavorava presso un punto McDonald’s, ha sfilato per Jean Paul Gaultier, Marc Jacobs, Michalsky, indossando anche abiti da sposa per Rosa Clara e altre case di moda. Nel 2014 ha subito un’operazione per diventare donna in toto, decidendo così di vivere la sua vita da donna transgender. Vanta il primato di essere apparsa su Vogue come prima modella trans.

andej

Tess Holliday è forse la modella che ancor di più ha fatto discutere date le sue forme generosissime over size che contrastano nettamente con la taglia 36 tanto bramata dalle più giovani e fatte sfilare su tantissime passerelle. Tatuata e con i capelli rossi alla Jessica Rabbit, nel 2013 ha lanciato l’hashtag su Instagram #effyourbeautystandards venendo così scoperta e portata alla ribalta soprattutto da Vogue Italia, Huffington Post e Refinery29. Tess Holiday si definisce una modella Plus Size, femminista ed attiva sul piano di accettazione del proprio corpo. Oltre a posare come modella è una make up artist e blogger, che sta sfruttando il momento per crearsi una carriera senza precedenti.

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Alessandra Paschetto





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