L’ultima frontiera dell’autoscatto: il selfie hat

L’ultima frontiera dell’autoscatto: il selfie hat

Ai tanti accessori accorsi in aiuto ai selfie, si aggiunge un cappello particolare e glitterato per poter scattarsi le foto


No ragazzi, non ci siamo proprio: è vero che al cattivo gusto non c’è mai limite, ma qui si rasenta l’orrido abbinato all’inutilità fatta a cappello.

Il giorno in cui l’autoscatto è diventato selfie, cambiando solo in nome ma non in fatto, varie mode si sono susseguite, spintonate, accantonate e distrutte fra di loro in nome del primo posto sull’Olimpo degli oggetti aiuta – selfie che vorrebbero tanto diventare must di stagione, ma che ben poco riescono a combinare.
Il bastone è stato declassato in nome di uno specchio che oggi è stato, a sua volta, ridotto a pezzi dal terribile cappello per i selfie, nato sulla scena londinese ed ideato appositamente per una regina del kitsch quale Lady Gaga, che entusiasta ha voluto subito sfoggiarlo.

Il selfie-hat, per dirlo all’inglese, è una sorta di sombrero fucsia glitterato, con tanto di porta tablet incorporato.
E’ stato presentato durante la passata London Fashion Week e creato per Acer da Christian Cowan-Sanluis, fashion designer che ha creato appunto diversi outfit per Lady Gaga: è stato concepito per trovare la migliore angolazione possibile per scattarsi una foto da condividere sui vari social (perché il 99% delle foto viene scattata solo per quel motivo oramai), ma temiamo sia un altro di quei terribili accessori che lasciano il tempo che trovano.

Al momento del suo lancio, a settembre, era stato accompagnato da un cappello formato mini concepito comunque come porta tablet; inoltre non è stato messo in commercio.

uh

Ai tempi del semplice autoscatto non ci saremmo mai immaginati che la moda si sarebbe spinta così oltre per realizzare qualcosa di fondamentalmente inutile, eppure è bastato cambiare la parola in ‘selfie’ per scatenare questo circo di accessori davvero di dubbio gusto.

Forse, allora, era meglio continuare a chiamarlo autoscatto.

Alessandra Paschetto

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