Fenomeno thigh gap, il concorrente del belly slot

Fenomeno thigh gap, il concorrente del belly slot

E’ diventato il must dell’estate 2015, eppure già da tre anni se ne parla – e si combatte – dall’altra parte del mondo. Scopriamo di cosa si tratta


In questa torrida estate 2015 si sono susseguiti così tanti must in termini di vestiario e accessori, che forse rischieremmo di scordarcene qualcuno.

Oltre ai tatuaggi temporanei color oro, bronzo o semplicemente nero che hanno abbellito o pasticciato parti del corpo femminile a seconda di come li si concepisca, tutti gli altri hanno arricchito il guardaroba momentaneamente, per poi finire nel dimenticatoio non appena ritornerà un clima decisamente più fresco e rigido. Ciò che invece non si potrà nascondere così facilmente è un altro must dell’estate, un particolare fisico ben evidente su alcune donne e che, a confronto del suo rivale, può essere messo in mostra in qualsiasi stagione.

Di cosa stiamo parlando? Del thigh gap, che tradotto in italiano sta per “spazio fra i due interno coscia visibile quando le gambe sono chiuse ed unite alle ginocchia“. Meno male che molte di noi sono ancora all’oscuro di questa inutilità, così da non doverla mai tradurre. Il suo rivale è l’oramai celeberrimo belly slot, il solco che parte dal seno per giungere all’ombelico, ben visibile se una donna è in lingerie o costume, altrimenti lo si può solo immaginare. Il thigh gap invece può essere risaltato anche in inverno per esempio, basti solo che una donna dotata di tale accessorio indossi leggings o una mini davvero striminzita.

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Esattamente come il belly slot, il thigh gap è diventato uno dei crucci di moltissime teen agers statunitensi che lo hanno ritenuto indispensabile per sentirsi belle, sensuali e ultra femminili. Per raggiungere dunque lo status di dea dal fisico mozzafiato, moltissime di loro si sono cimentate nel seguire diete ferree, regimi alimentari a prova di dietologo, nonché in praticare esercizi fisici che hanno preoccupato non poco gli specialisti. Le più pigre hanno invece preferito ricorrere ad un intervento chirurgico. Sebbene il thigh gap sia giunto alla ribalta mondiale solo quest’anno, vanta di fama già dal 2012 a seguito dello show che crea più disagi psicologici di un barattolo di Nutella scofanato in tre secondi, ovvero il Victoria’s Secret Fashion Show: durante ogni spettacolo sfilano le modelle più belle e perfettamente dotate di ogni particolare estetico, ma solo a seguito di quel preciso show erano state risaltate soprattutto le gambe delle modelle ed evidenziato il loro thigh gap. L’indomani era divenuto oggetto di chiacchiere non solo da bar ma anche di blog, Twitter e Facebook: tantissime ragazze avevano iniziato a postare foto di quello spazietto fra le gambe ed addirittura era stata creata una pagina intitolata Cara’s Thigh Gap che prendeva d’esempio il thigh gap di Cara Delevingne.

L’eco mediatico non si era fatto aspettare e qualcuno si era addirittura cimentato nel scrivere libri ed articoli su come poter sfoggiare un thigh gap da competizione, come aveva osato per esempio Camille Hugh con “The Thigh Gap Hack: The Shortcut to Slimmer, Feminine Thighs Every Woman Secretly Desires“, criticato ed attaccato da specialisti che lo hanno definito invece un ammasso di suggerimenti dannosi per il corpo e per l’idea di femminilità. Associazioni parentali, mediche e addirittura legali hanno risposto all’ondata di spazietti fra le gambe a suon di slogan e movimenti social quali No thigh Gap e Touching Thighs, appoggiando la campagna per la promozione del mangiare sano e vivere bene promossa dal National Eating Disorders Association.

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Sempre contro il thigh gap avevano e stanno ancora discutendo docenti universitari, genetisti, psicologi, dietisti che lo hanno definito un obiettivo irreale, soprattutto alla luce del fatto che non tutte le donne sono nate per averlo e che ciò non deve costituire fonte di disarmonia corporea o non accettazione. Tra l’altro, ciò che più aveva spaventato gli specialisti erano stati i migliaia di siti pro thigh gap che si potevano (e possono) scovare tramite una semplice ricerca Google. Nel mondo dello spettacolo poi, tante sono le donne che sfoggiano cosce toniche ed eleganti senza che queste siano divise da un’autostrada a quattro corsie nel mezzo (Beyoncé in primis, seguita da Lady Gaga, Rihanna e tante altre!)

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Anche fra le modelle e case di moda erano stati lanciati allarmi circa la promozione del thigh gap, scagliandosi soprattutto contro la manipolazione delle foto con Photoshop: la modella australiana plus size Robyn Lawley aveva puntato il dito contro, affermando che quel trend sarebbe servito solamente ad allontanarla dal sentirsi a posto con se stessa (discorso molto generalizzante), mentre due brand erano stati accusati di aver ritoccato alcune foto in cui i manichini in realtà stavano indossando jeans dalla taglia comoda.

Siamo sicure che al mondo esistano donne capaci invece di andarci ben oltre, senza dover per forza sfoggiare una finta magrezza raggiunta solo per soddisfare un finto bisogno altrui per sentirsi accettate dalla società. Per quanto leggermente ironizzato nell’articolo, il thigh gap non fa altro che aggiungersi all’elenco di desideri irraggiungibili che servono solo per alimentare quella che, secondo Natalie Boero – sociologa dell’Università di San Jose, è diventata la nostra cultura: sessista e fissata con le taglie.

Alessandra Paschetto

(foto: bestthighgap Instagram; Pinterest e profili ufficiali Instagram Beyoncé, Rihanna, Lady Gaga)





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